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Valerian; Besson trasforma il fumetto in un film con un cast stellare

Nel cast anche Rihanna e Cara Delevingne

“Valerian e la città dei mille pianeti” uscirà nelle sale italiane il 21 settembre e il regista Luc Besson è a Roma per presentare la sua ultima opera. Il film è ispirato al fumetto di fine anni ’70 “Valerian e Laureline” di Pierre Christin & Jean-Claude Mezieres. Il regista ha inoltre confessato alla stampa di essere ancora un lettore assiduo di fumetti: “Sì, leggo ancora fumetti. Sento spesso giornalisti dire che sono infantile, non mi sento tale, mi sento perfettamente adulto. Gestire duemila persone per quattro anni o aver cinque bambini mi dimostra che sono adulto”.

Il film è dedicato al padre deceduto proprio durante le riprese. Besson ricorda inoltre che fu proprio il padre a regalargli il fumetto: “Mio padre mi ha regalato il fumetto quando avevo dieci anni, non credo immaginasse che diventassi un regista, è morto mentre lo stavo realizzando, avrei voluto farglielo vedere: ma sono sicuro che lassù organizzeranno una bella proiezione in 3D, magari anche con David Bowie (“Major Tom” è presente nella colonna sonora). Siamo a Roma, chiederò al Vaticano se ci può mettere una buona parola…”.

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Il regista, inoltre, ha spiegato come il film sia grande metafora di alcuni eventi del passato: “Si parla di popoli sterminati e massacrati, come succede sempre in nome della religione, economia e progresso, pensiamo agli Indiani, agli Ebrei, ai nativi dell’America del Sud. Quando parlo ai miei figli dell’ultima guerra e dell’Olocausto, si distraggono, forse si sentono a scuola, ma Valerian è stato un ottimo modo per spiegare a mio figlio lo sterminio. Insomma, devo fare film da 180 milioni per spiegare le cose ai miei figli!”.

Foto: PrPhotos

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Infine ha parlato di Rihanna e del suo personaggio e cioè Bubble, una lieno mutaforma: “Bubble esisteva già nel fumetto dal 1975, mi piaceva che soffrisse di questa sua capacità camaleontica. Si trovava priva di un’identità personale. Era nessuno e tutti, è un po’ la sindrome dell’attore: fa il Papa o Riccardo III, poi a casa gli chiedono di portar fuori la spazzatura. Bubble è la trasformazione continua dell’attore. Ho pensato subito a Rihanna”.

Mattia Landoni



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