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Boldrini: “Le fake news gocce di veleno che inquinano la democrazia”

La Presidente della Camera a Milano al Prix Italia Rai

“Le fake news sono delle gocce di veleno che piano piano inquinano il territorio della democrazia. Le fake news sono il carburante dell’odio e l’odio logora la nostra società” a dirlo è la presidente della Camera Laura Boldrini a Milano chiamata ad aprire il workshop organizzato nell’ambito dei Prix Italia della Rai “Back to facts The Latest Tools in the Fake News War – Fake news: come si creano e come si combattono”.

Tra i relatori Mehmet Atakan Foca, Editor in chief, Teyit.org Rastro Kuzel, Exec. Director, MEMO 98 Montaser Marai, Manager of Media Development, Aljazeera Media Institute Eoghan Sweeney, Training Director for Europe, First Draft News, Luca De Biase, membro della commissione per i diritti di Internet della Camera e direttore di Nova 24 e Laura Bononcini portavoce per le relazioni istituzionali di Facebook Italia.

La Boldrini cita fatti di cronaca sulle fake news, che toccano la Brexit con notizie false diffuse prima del referendum in Gran Bretagna che potrebbero aver orientato la decisione dei cittadini nel votare l’uscita dall’Europa. O notizie false su Macron come possibile capo di una lobby gay o addirittura una Hillary Clinton implicata in un giro di pedopornografia. Fatti assurdi che trovano humus sul web e creano odio nella cittadinanza.

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La Presidente della Camera parla anche di sé stessa, citando accuse mosse dal web su possibili suoi ritorni economici importanti in passato nella gestione dei migranti tramite la sorella, e non solo.
“Il livello di istruzione incide, la fragilità culturale dà popolarità agli strateghi del falso, ma c’è poi anche la rabbia sociale e il disagio forte che la classe politica non può ignorare” continua la Boldrini che chiede alla politica di non essere sorda e di dare risposte concrete.

Foto: Rumors.it

“Non vogliamo stare a guardare, non vogliamo consegnarci ai falsari del web” incalza la Boldrini che spiega di aver istituito 2 commissioni parlamentari, una su internet che ha creato una carta dei diritti e dei doveri del web. E poi la commissione Jo Cox, sull’odio nel web, intitolata proprio alla politica britannica uccisa a giugno del 2016.
“Ho radunato alla Camera 40 sigle, molto importanti, tra cui Rai, Facebook, Confindustria e Google, che possono fare la differenza, e ci siamo impegnati. Il 30 ottobre lanceremo il primo corso di educazione civica digitale per insegnare ai giovani il senso critico nei confronti del web”.

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E la Boldrini ci vede anche una grande opportunità per la stampa: “La comunicazione non mediata ha fallito, quella che voleva i social media in primo piano, e dunque il giornalismo di qualità torna centrale per mediare e per cercare la verità, davanti al dilagare delle false notizie. Ma il giornalismo dovrà essere serio e autorevole e occorre creare le condizioni professionali ed economiche per far sì che si possa lavorare in un mondo di informazione seria. Chiedo agli editori che credano nella qualità e investano nella qualità”.

Foto: Rumors.it

La Boldrini spiega che occorre investire di più per bloccare l’odio, “prima che l’odio ci travolga” e sottolinea la necessità che i social media aprano uffici territoriali per verificare la veridicità dell’informazione che queste piattaforme veicolano. E ricordando il suo ruolo istituzionale sottolinea la necessità di una corretta regolamentazione: “La mancanza di regole favorisce solo i più forti” conclude la Presidente della Camera.



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