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Jalisse: Alessandra e Fabio, un duetto che dura una vita

Tra i molti progetti passati e futuri, anche ‘Locali Tour d’Autore’

I Jalisse tornano a far sentire la propria voce, e si raccontano ai microfoni di Rumors.it. Il duo, formato dai coniugi Alessandra Drusian e Fabio Ricci, è principalmente noto per aver ottenuto la vittoria con ‘Fiumi di Parole’ sul palco del Festival di Sanremo nel 1997. La loro carriera musicale dura da più di vent’anni. I due si incontrano per la prima volta nel 1990 nello studio di una casa discografica. Nel 1995 i Jalisse partecipano a Sanremo Giovani con il brano “Vivo”, piazzandosi al terzo postoed acquisendo il diritto a partecipare al Festival di Sanremo dell’anno successivo, dove si classificano al sesto posto nella sezione “Nuove proposte” con il brano “Liberami”.

Nel 1997 si presentano nuovamente sul palco dell’Ariston, dove, con il brano “Fiumi di parole”, conquistano il primo posto nella manifestazione. Una vittoria che porterà con sè diverse polemiche, avendo vinto tra l’altro con una etichetta indipendente distribuita da Sony Columbia. Proprio questo brano, fu per loro un grande momento per la loro carriera, ma in un certo senso ‘impegnativo’. “Un brano che quest’anno compie 20 anni. Ancora oggi ci rappresenta, ed è un ottimo biglietto da visita. ‘Fiumi di parole’ è un punto di riferimento importante per noi. Abbiamo tanti altri brani, ma è quello che ci permette di incontrare persone e ci ha permesso di fare concerti” commenta Fabio. Sempre nel ’97 partecipano all’Eurovision Song Contest, una grande opportunità. “Abbiamo toccato tutta l’europa e avuto la possibilità di essere conosciuti e stimati artisticamente”. Nonostante il piccolo tradimento da parte del panorama musicale italiano, i Jalisse si dichiarano “onorati di portare la cultura musicale italiana in giro per il mondo dove si trova grande attenzione e stima artistica. Questo ci è stato di incoraggiamento nel proseguire su questa strada”.

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Foto: Rumors.it

I Jalisse conservano il forte desiderio di poter tornare sul palco dell’Ariston “Ogni anno abbiamo presentato un brano diverso, ma ogni anno è stato un no, non è andata”. Ma non è certo questo piccolo intoppo ad abbatterli, e ci ridono su “è come andare a trovare un parente per le feste, un appuntamento che finisce li”. Compagni da 25 anni, nella vita e nella professione, Alessandra e Fabio si mostrano vivaci e la complicità tra loro è palpabile “Non è semplice lavorare e vivere insieme, ma se ce l’abbiamo fatta fino a adesso perché cambiare?”

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Il loro impegno artistico si declina in tanti progetti tra cui, raccontano: “Portiamo avanti un progetto con le scuole che va avanti da 11 anni. Andiamo lì a spiegare ai ragazzi come nasce una canzone. Vedendo i ragazzi affezionarsi, produrre i loro brani e cantarli, abbiamo capito come da un’idea può nascere un’emozione”. Tra gli altri progetti, quello con Rita Levi Montalcini, accanto a Giuseppina Tripodi, di cui hanno musicato due suoi saggi. Altro progetto a cui i due sono particolarmente legati è quello che vede due brani scritti assieme al poeta italo-iracheno Younis Tawfik, fuggito dal regime di Saddam Hussein. La canzone parla di una storia d’amore di una donna per un uomo partito per una missione di pace.

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Foto: UfficioStampa

Ma i Jalisse, hanno anche progetti futuri, di cui il più importante, al momento, è il nuovo format radiofonico ‘Locali Tour d’autore’ che vuole dare una voce a chi non ce l’ha. Dunque, si mettono per la prima volta dall’altra parte del microfono. ” Un format che vede al suo interno artisti emergenti e artigiani che hanno qualcosa di creativo da raccontare”, spiega Fabio. “Locali tour d’autore è una tournèe nelle località sparse in tutto il mondo dove andiamo a cercare gli autori, i creativi di qualcosa (manager, pittori, inventori artigiani) che abbiano qualcosa di autorale da raccontare. Parola d’ordine è ‘idea’, sia anch’essa una startup. Racconteranno la loro esperienza ai nostri microfoni. Un’ora, distribuita a tante ‘fm’ in Italia e all’estero, il tutto miscelato alla musica emergente italiana, ma non solo”.

Alice Cubeddu



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