Connect
To Top

Jovanotti: “Quando il mio amico diventò terrorista”

Il cantante si racconta a Vanity Fair

Nell’intervista di copertina per Vanity Fair, Lorenzo Jovanotti si racconta senza filtri dopo ben due anni di silenzio. Manca meno di un mese all’uscita del suo album numero 14, Oh, vita!, che verrà rilasciato il primo dicembre, a quasi trent’anni dal primo, Jovanotti for President.

Lorenzo racconta: “In Vaticano mio padre aveva un collega, un suo superiore, Luciano Casimirri. Nei fine settimana, con una moglie dal nome indimenticabile, Ermanzia, ci invitava nella casa di campagna di Monterotondo, io avevo otto-dieci anni e loro ci raccontavano con ammirazione del figlio Alessio. Era molto più adulto di me e, a detta dei suoi, era un sub provetto. Io me l’immaginavo subito come una specie di Jacques Costeau e fantasticavo su questo lupo di mare”. 

 

Paolo Conte festeggia un compleanno speciale |SCOPRI

Pechino Express: il finale sarà ricco di sorprese |LEGGI

Dopo questo felice ricordo d’infanzia, Jovanotti rivela: “Una di quelle domeniche Alessio si manifestò e mi portò nella sua stanza per mostrarmi pesci bellissimi di ogni dimensione, tutti catturati e catalogati da lui, tra cui spiccava la foto di una micidiale murena. Venni a sapere, anni dopo, che era entrato a far parte delle Brigate Rosse partecipando al rapimento di Aldo Moro e al massacro della sua scorta in Via Fani per poi scappare in Nicaragua”. 

Francesco Monte vince un premio molto particolare |SCOPRI

Successivamente viene ricordato il lontano pranzo con Berlusconi. Jovanotti spiega: “Ci mostrò la villa, la pinacoteca, la palestra. Giocava il Milan a San Siro e ci invitò ad andarlo a vedere dopo pranzo. Con l’elicottero. Atterrammo nel parcheggio di San Siro e lui disse: ‘chi non piscia in compagnia…’ con un tono un po’ goliardico, non mi stupii perché quella tradizione tutta maschile l’avevo già praticata. Ma non credo che io per lui fossi speciale, penso soltanto che quello spettacolo fosse parte del kit”.

Infine, il cantante parla del caso Weinstein: “Se sei in una situazione di grande potere hai più responsabilità rispetto alle scelte degli altri. Tra dieci anni, quando un produttore non inviterà più una ragazza di vent’anni con i pantaloni abbassati in camera sua perché sa che potrebbe andare in galera, un passo avanti sarà stato fatto. Ma il passo più grande si farà quando a far paura a un uomo non sarà la galera, ma l’abitudine alla propria prepotenza”.

Sara Macchi



Articoli simili in Best