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Johnny Hallyday, morte di un mito della canzone francese

Macron: “Abbiamo tutti qualcosa di lui”

Ne L’uomo del treno, film di Patrice Leconte del 2003, Johnny Hallyday, morto nella notte tra il 5 e 6 febbraio interpretava un delinquente irrequieto che sognava una vita più tranquilla e ritirata. Chissà se anche il cantante ha mai pensato a una vita più calma anche per se stesso, anche se è difficile crederlo vedendo quella vecchia foto insieme a diviso tra molteplici attività artistiche e donne sempre bellissime.

L’ultima, sua moglie Laeticia è quella che ha avuto il gravoso compito di comunicare il decesso: “Johnny Hallyday se ne è andato. Scrivo queste parole senza crederci. Ma a ogni modo è così. Il mio uomo non c’è più. Ci ha lasciati stanotte così come ha vissuto per tutta la sua vita, con coraggio e dignità”.

 

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Un mese fa l’artista era stato ricoverato per problemi respiratori. Johnny Hallyday, pseudonimo di Jean-Philippe Smet, era nato il 15 giugno 1943 a Parigi da padre belga e madre francese. Iniziò la sua carriera negli anni ’60 introducendo il Rock’n Roll nel suo paese fino a diventare una vera e propria icona vivente

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Vista la caratura del personaggio anche il Presidente Emmanuel Macron è intervenuto esprimendo il suo cordoglio: “Tutti ci portiamo dentro qualcosa di Johnny Hollyday”. In oltre 50 anni di carriera, Hallyday ha venduto oltre 100 milioni di dischi, sfornando successi come ‘Ma guelè, ‘Oh, ma jolie Sarah’ e ‘Que je t’aimè.



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