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Celentano compie 80 anni: “Negli USA sarebbe stato come Sinatra”

Il cantautore Tony Renis racconta di Adriano

Sul numero di Spy in edicola venerdì 5 gennaio, Tony Renis festeggia gli 80 anni di Adriano Celentano, che si celebrano il 6 gennaio. “Ho tentato più volte di portarlo in America, sarebbe diventato come Frank Sinatra, ma trovava sempre delle scuse. Per me ha commesso un sacrilegio, ma devo dire che non gli è andata male, no? (ride, ndr). E poi me lo lasci dire: a 80 anni Adriano è ancora un bravo ragazzo”, racconta il cantautore.

Tony Renis continua il suo racconto:”Ci siamo conosciuti a 6 anni all’oratorio San Lorenzo a Milano, dove ci sono le Colonne, giocavamo a calcio nella stessa squadra dove giocava anche Sandro Mazzola. Per me è come un fratello, quasi gemello. Ma lo sa che siamo stati i primi rocker in Italia? Andavamo all’ufficio collocamento spettacolo tutti i giorni ad aspettare che qualche impresario ci ingaggiasse. E così facevamo il nostro numero su una panchina, avevamo studiato anche tip tap e cantavamo “That’s amore’. Dino Risi voleva fare un film sui nostri inizi, un film straordinario sui nostri sogni: sa che secondo me a Hollywood piacerebbe?”.

 

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Adriano Celentano / Foto: YouTube

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Poi, il cantautore, rivela: “Ho chiamato Adriano il giorno di Natale per fargli gli auguri. ‘Sto lavorando’, mi ha risposto. Da oltre cinque anni sta lavorando ad ‘Adrian’, il film di animazione che andrà in onda su Canale 5. Gli ho detto: ‘Vai un paio di giorni a riposare ad Asiago’, ma lui mi ha risposto: ‘Non posso, devo lavorare’, perché lui quando fa una cosa segue tutto dall’inizio alla fine, farebbe anche il fabbro se servisse”.

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Nel 2001, per il suo show “125 milioni di cazz**te” scelse fra gli autori Linus, direttore artistico di Radio Deejay. “Ricordo che stavamo preparando l’ultima puntata”, racconta Linus, “e Adriano si era rotto una gamba. Così arrivò in riunione con la canottiera e la gamba ingessata. Stava decidendo quali canzoni fare e io presi la parola e gli dissi: ‘Non hai ancora fatto Storia d’amore’. ‘Eh, hai ragione, ma non so se me la ricordo’. Era vero, non ricorda nemmeno il testo di ‘Azzurro’, ma prese la chitarra e la cantò per i cinque e sei che c’erano lì, è un ricordo che conservo”.

Linus aggiunge. “Lui è matto come devono essere gli artisti, ha costruito un rapporto nuovo fra la canzone e la rappresentazione del mondo che ci circonda, è andato al di là della canzone. E ha influenzato l’arte, tanto che il prossimo singolo di Jovanotti, ‘Sbagliato’, è ispirato dichiaratamente a ‘Un albero di trenta piani’. Celentano è moderno, è internazionale e solo la sua pigrizia lo ha confinato nel nostro piccolo orticello. Altrimenti negli Anni 60 con il suo stile fra Elvis Presley e Jerry Lewis avrebbe conquistato il mondo. Anche se per noi lo ha fatto lo stesso”.




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