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Oscar 2018: Luca Guadagnino riceve 4 nomination

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“Chiamami col tuo nome” è già un successo

“Chiamami col tuo nome”, di Luca Guadagnino, è la pellicola italiana che ha ricevuto 4 nomination agli Oscar per miglior film, canzone originale, miglior sceneggiatura non originale e miglior attore protagonista, quest’ultima grazie all’interpretazione di Timothée Chalamet. “Una pellicola sulla storia della scoperta di sè”: queste sono state le parole del regista. Guadagnino si è ispirato al romanzo “Call Me By Your Name”, libro dalla straordinaria bellezza scritto da André Aciman, pubblicato undici anni fa in un’America ancora profondamente segnata dall’attacco dell’11 Settembre. “Chiamami col tuo nome” conquistò tutti in modo sincero, non soltanto il mondo omosessuale dove divenne un libro cult.

Questo film non è semplicemente il racconto della storia gay tra Elio ed Oliver: è qualcosa di più profondo, è un viaggio alla scoperta di sé, dei propri dubbi ed incertezze, sessuali e non, ma soprattutto la scoperta delle difficoltà di stare al mondo che qualunque diciassettenne – etero ed omo – ha provato almeno una volta nella vita. Capire chi si è davvero non è semplice: c’è chi lo scopre subito, chi più tardi, chi addirittura mai. Ognuno affronta il proprio percorso e quando meno se lo aspetta, “la natura trova i nostri punti deboli”, per citare una frase del padre di Elio. Il rapporto che si verrà a creare tra i due ragazzi non sarà affatto facile, nè prima nè dopo, ma il momento più bello sarà il “durante” – tra giochi di sguardi, sfioramenti, frasi dette non certo a caso – intensissimo, ma decisamente troppo breve.

 

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Il distacco tra Elio ed Oliver si trasforma piano piano in attrazione, in una sensazione piacevole, che non li fa dormire di notte. “Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta che a trent’anni siamo prosciugati, ed ogni volta che ricominciamo con qualcuno diamo sempre meno”: dirà in una scena il padre di Elio, proprio lui che pur essendo andato vicino al provare quel qualcosa, alla fine, forse per mancanza di coraggio, non è riuscito mai ad averlo. Ed è proprio questa la lezione che possiamo trarre dal romanzo, prima, e poi dal film: qualunque sia il proprio amore, va vissuto, in ogni rapporto ci può essere il dolore e la pena, ma questi non vanno soffocati, come non va mai soffocata la gioia che si è provata.

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 Altro film super favorito per la statuetta d’oro è “La forma dell’acqua” del messicano Guillermo Del Toro,  già vincitore di due Golden Globes per musica e regia, e che si presenta candidato con ben 13 nomination. Seguono “Dunkirk” con 8  nomination, e “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” con sette. Delude invece le aspettative “The post” di Spielberg, che riceve solo 2 nomintion. Ma quest’anno, tra i 5 registi in corsa per il premio c’è anche una donna: Greta Gerwig, con la sua commedia “Lady Bird” è la quinta regista nella storia degli Academy ad essere candidata. Meryl Streep ottiene la sua ventunesima nomination con il ruolo di protagonista in “The Post”, mentre Christopher Plummer si candida come migliore attore non protagonista in “Tutti i soldi del mondo”.
 
Benedetta Risso
 

Academy President John Bailey /Foto:Richard Harbaugh / ©A.M.P.A.S.

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