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Sanremo 2018, Meta e Moro restano in gara

I favoriti riammessi al Festival

Ermal Meta e Fabrizio Moro sono stati riammessi in gara al Festival di Sanremo 2018. Il duo, che era dato per favorito dai pronostici, era stato sospeso perchè la loro canzone Non mi avete fatto niente era stata accusata di essere troppo simile, in alcuni passaggi, a un altro brano presentato al Festival nel 2016.

Ora la Rai stessa è intervenuta per affermare che “a seguito delle valutazioni effettuate” non si debba escludere dalla gara la canzone “in quanto conforme al requisito di novità previsto dal regolamento”. E’ l’ufficio legale della rete che afferma: “Sebbene i ritornelli delle due canzoni siano parzialmente sovrapponibili nella musica e nel testo, i due brani hanno stesure, durata, testi e melodie diverse. Inoltre nel brano Non mi avete fatto niente la somma degli stralci utilizzati non supera il minuto e 3 secondi su una durata totale del brano stesso di 3 minuti e 24 secondi. Pertanto è inferiore al terzo dell’intero brano. Le due canzoni, dunque, pur presentando analogie per una frase musicale e testuale non sono la stessa canzone. La canzone Non mi avete fatto niente è dunque nuova e resta in gara”.

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Ciao ragazzi, Credo sia ora di parlare. Abbiamo sentito parlare di plagio nei confronti della nostra canzone di Sanremo. Il punto della discordia è una canzone scritta da Andrea Febo (mio collaboratore storico) che venne presentata nelle Selezioni di Sanremo giovani di 3 anni fa, venne scartata e MAI commercializzata. Ermal, io e Andrea abbiamo mantenuto una parte di quella canzone per non sacrificare qualcosa di bello (cosa che abbiamo raccontato in più interviste, se non in tutte) e tutti e tre insieme, abbiamo scritto una NUOVA canzone con un significato completamente diverso. Plagiare significa copiare, ma è ASSURDAMENTE RIDICOLO considerando che Andrea Febo ha scritto con me e con Ermal “Non mi avete fatto niente”. Inoltre entrambi siamo autori da molti anni e abbiamo scritto molte canzoni contribuendo a diversi successi sia per noi stessi che per gli altri. Quando abbiamo deciso di raccontare uno stato d’animo generale con questa canzone non lo abbiamo fatto per presentarci al Festival, ma per esprimere il nostro pensiero, la nostra rabbia, riguardo a certi avvenimenti che hanno condizionato in negativo, la vita di tutti noi in questi ultimi anni…Siamo molto dispiaciuti di quello che sta accadendo perché non siamo venuti al festival a prendere in giro la gente, ma per abbracciarla. Siamo sicuri che tutto andrà per il meglio…. come sempre. Vi abbraccio Fabrizio

Un post condiviso da Fabrizio Moro (@fabriziomoropage) in data:

Sospiro di sollievo per Ermal Meta e Fabrizio Moro, che nella seconda serata del Festival non si sono esibiti perchè dovevano essere effettuati degli accertamenti e quindi faranno ascoltare la loro canzone questa sera.

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Fabrizio Moro è particolarmente felice, quando ha sentito la parola “plagio” c’è rimasto male: ” Noi non abbiamo bisogno di plagiare nessuno”, afferma il cantante, che continua: “Su quella canzone, su quel ritornello avevo lavorato per un anno cercando di dargli una forma che poi non è arrivata. L’idea, con Ermal, era quella di scrivere un pezzo sulla paura che in questo momento storico ha contaminato tutti noi. Un familiare di una vittima del Bataclan aveva scritto una lettera e l’aveva letta in mondovisione e quella lettera finiva proprio con la frase ‘non ci avete fatto niente’. Questa frase mi ha dato lo spunto per comporre un nuovo brano. Semplicemente ho ripreso una cosa alla quale avevo lavorato io stesso. E’ farina del mio sacco. Ermal ci ha messo il suo, ci siamo riuniti Ermal, Andrea Febo e io e abbiamo dato vita a questo brano”.

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Ermal Meta ci tiene a ribadire che lui e Moro sono due persone serie: “Tutti sapete chi siamo. Avete davanti due cantautori, facciamo questo lavoro da tempo, siamo tra i fortunati che con fatica hanno trasformato la loro passione in lavoro. Sappiamo che cosa significa scrivere una canzone, significa conservare la bellezza. Non avete davanti due furbacchioni, non avrebbe avuto alcun senso fare quello di cui siamo stai accusati. Le canzoni non ci mancano, sia io che Fabrizio ne abbiamo abbastanza per fare altri tre dischi”.

Ruggero Biamonti




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