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Festival di Sanremo 2018, i vincitori sono Ermal Meta e Fabrizio Moro

Secondi Lo Stato Sociale, terza Annalisa

Il Festival di Sanremo 2018 è stato vinto dalla coppia formata da Ermal Meta e Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente, secondi i ragazzi de Lo Stato Sociale e terza Annalisa

Perchè un giovin signore rinuncia alla dose sabatina di bacco, tabacco e, a Dio piacendo, Venere per seguire il Festival mollemente assiso sul divano? Perchè Sanremo è Sanremo obviously! E quindi eccoci qui con la nostra augusta genitrice a cercare di tirare le somme di questa edizione (la sessantottesima) che, a onore di Baglioni&co. si è rivelata un grande successo.

Claudio Baglioni inizia usando il participio passato per parlare della sua esperienza a Sanremo, ma siamo solo all’inizio e la serata si presenta come una lunga maratona canora, che parte con Ultimo, primo tra i giovani con Il ballo dell’incertezze.

 

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Barbarossa usa il romanesco per parlare della storia decennale di una coppia. Red Canzian staccatosi da I Pooh esibisce la sua anima rock. Idoli delle ragazzine, i The Kolors lanciano quello che potrebbe diventare un tormentone, con il loro “Mai, mai,mai”.

 

Pazzesca 💓 @naliannalisa #Ilmondoprimadite #sanremo2018

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Boato all’Ariston: arriva Laura Pausini. Una dei pochi artisti italiani che riescono a riempire gli stadi in giro per il mondo e che proprio a Sanremo ha iniziato il suo lungo viaggio cantando nel 1993 La Solitudine. Ma mentre accenna un duetto con Baglioni interviene Fiorello, purtroppo solo al telefono, che sfodera una delle sue battute al fulmicotone sul grande successo che sta avendo il Festival: “Pare che dopo gli ascolti di quest’anno la Rai per il prossimo anno abbia chiamato una coppia…il Papa e Melania Trump”. E ci chiediamo cosa potrebbe essere un Festival interamente condotto da lui.

Foto: IPA

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Doveroso un duetto tra Baglioni e la Pausini che scelgono Avrai, scritta nel 1982 dal cantautore romano per festeggiare la nascita del figlio Giovanni, presente in sala. Poi Laura con uno scatto d’artista, mentre canta Come Se Non Fosse Stato Mai Amore, esce dal teatro e va a cantare in mezzo al suo pubblico ed è tutto un tripudio di selfie.

 

Tutta la banda che suona e che canta @lostatosociale #UnaVitaInVacanza #sanremo2018

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Elio e le storie tese sono qui per dare l’addio, anzi l’Arrivedorci al loro pubblico, la band si scioglie: fa piangere il pubblico e non convince la critica. Un Ron confidenziale porta il genio di Lucio Dalla. Raffinatezze musicali con Mx Gazzè, mentre Annalisa ci riporta con i piedi per terra facendoci ascoltare una classica canzone sanremese, così come fa Rubino.

Qualche problema tecnico qua e là, ma il ritmo regge in questo Festival dove ognuno ha il suo ruolo: una presentatrice bella e brava che presenta e sa essere anche ironica, un attore che fa il mattatore e un cantante che duetta con gli ospiti. 

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Una delle reunion di questa edizioni è quella che vede tutti insieme I Decibel, capitanati da Enrico Ruggeri, che 40 anni fa ha cercato di imporre il punk in Italia e oggi porta Lettere Dal Duca, ispirato a David Bowie. E’ bello vedere Ornella Vanoni, che insieme a Milva (celebrata l’altra sera con il Premio alla carriera, ritirato dalla figlia) rappresentano pagine importanti di storia della musica italiana.

 

@ermalmetamusic e @fabriziomoropage nel GRAN FINALE di #Sanremo2018

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Lo Stato Sociale ci invita a passare una vita in vacanza, non si sa se è un sogno o un progetto, perchè in questo caso la tentazione di lasciare l’iban per un bonifico è forte, ma a parte questo portano ritmo, balli (l’ormai famosa 83enne Paddy Jones) e un motivo orecchiabile.

E’ ancora lunga la trasmissione, dalla fine ci separano una parte dei Pooh (Roby Facchinetti e Riccardo Fogli), Diodato e Roy Paci, Nina Zilli, Noemi, Meta-Moro, Avitabile-Servillo, Le Vibrazioni e Mario Biondi.

Ma Sanremo non è solo canzoni. Ci sono alcuni momenti toccanti, come quando con un monologo in cui esprime tutte le sue qualità d’attore Favino introduce il dramma dei migranti, sottolineato da Fiorella Mannoia che insieme a Baglioni canta Mio fratello che guardi il mondo, canzone di Fossati che il cantautore genovese aveva già portato al Festival anni prima.

Ma Favino non si ferma qui, insieme all’attore romano Edoardo Leo improvvisa una gag comica che sembra uscita, ed è un complimento, da un varietà degli anni ’60, per spontaneità e scioltezza comica.

Tornando alle canzoni, queste sono le prime 10 classificate:

1°: Ermal Meta e Fabrizio Moro

2°: Lo Stato Sociale

3°: Annalisa

4°: Ron 

5°: Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico

6°: Max Gazzè

7°: Luca Barbarossa

8°: Diodato e Roy Paci

9°: The Kolors

10°: Giovanni Caccamo




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