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Andrea Pirlo dice addio al calcio: “Giocare era il mio destino”

“Allenare? Potrebbe essere un’idea”

Andrea Pirlo è ufficialmente pronto a dire addio al calcio. Dopo una brillante carriera ora sta per lasciare il campo e lo rivela sulle pagine di “Vanity Fair”. 

“Non volevo arrivasse quel momento in cui la gente si guarda in tribuna dopo un tuo lancio fuori misura o un tuo tiro sbagliato e pensa: Pirlo è vecchio, è finito, non regge più. Non l’avrei sopportato”, racconta il genio della Nazionale che nel 2006 vinse i Mondiali al periodico Vanity Fair.

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Andrea Pirlo

Andrea Pirlo / Foto: Instagram

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Oltre al Mondiale del 2006 con l’Italia Pirlo può vantare in bacheca 2 Champions League, 6 scudetti, un Mondiale per Club, 2 Supercoppe Europee, 3 Supercoppe Italiane e 2 Coppe Italia. Una vita nel segno del talento innato e del duro allenamento, senza mai avere un piano B. “Non l’ho mai avuto. Ho cominciato a giocare con mio fratello, con le palline di spugna. Ho sempre pensato che giocare a calcio fosse il mio destino”, rivela il calciatore.

Una carriera che verrà celebrata nella “Notte del Maestro” il 21 maggio a San Siro per l’ultima partita del campione con gli amici e colleghi di una vita. Oggi Pirlo non ha rimpianti: “Ho davvero vinto tutto quello che c’era da vincere, se mi volto indietro penso di essere stato fortunato. Il Pallone d’Oro? No, non è mai stato un pensiero fisso. E sono contento anche del mio percorso professionale. C’è stato più di un momento in cui potevo andare all’estero, ma alla fine è andata così e mi sta bene”.

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Chiuso il capitolo calcistico, lo sguardo è già rivolto ai piani per il futuro: “Vedremo, ma non c’è fretta. Per ora mi godo i miei figli. Mi piace viaggiare, non sono per niente abitudinario. A giugno andrò al Mondiale in Russia per i miei sponsor. Seguo le attività di famiglia, e poi gioco molto a golf. Allenare? Prima devo prendere il patentino, ma sì, potrebbe essere un’idea”.




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