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Biagio Antonacci: “Sono cresciuto nel Bronx, tra scorribande e risse”

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I ricordi d’infanzia del cantautore

Sulla soglia dei 55 anni Biagio Antonacci intona il proprio inno alla libertà. Dopo il successo dell’ultimo disco, Dediche e manie (2017), e dei seguenti tour trionfali, Antonacci si racconta. Il cantautore italiano, dallo spirito anticonformista, ha dichiarato: “Ai miei figli dico sempre di rispettare gli altri, ma di provare a essere liberi con loro stessi e con i loro desideri”.

Dell’infanzia Biagio ricorda la povertà, il padre emigrò a Milano per cercare lavoro quando lui era ancora un ragazzino: “Sono cresciuto nel Bronx, tra scorribande e risse. Eravamo i ragazzi della Via Pal noi di Rozzano. Quando dicevamo ‘vengo da lì’ sul volto degli altri si formava un’espressione di disgusto. […] Alberto Salerno, il marito di Mara Maionchi e lo scopritore di Eros Ramazzotti ascoltò i miei primi pezzi e mi disse: ‘Fanno schifo’, ma io ho sempre pensato che i pazzi fossero loro e che in realtà avevo talento”.

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La sua determinazione l’ha portato ad emergere nonostante la precaria situazione di partenza come confida in un’intervista a Vanity Fair, disponibile in edicola dall’ 11 luglio: “Riconosco di non aver mai mollato nonostante le tante porte in faccia. I primi soldi che ricevetti mi parvero un errore perché la fortuna, ai poveri, sembra sempre uno sbaglio. Quando arrivò dalla Siae un assegno da 20 milioni mia madre mi disse: chiama la Polizia, ti fanno la multa, non sono soldi tuoi”.

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Il periodo più difficile della sua vita coincide con la nascita del fratello Graziano, Biagio aveva la rosolia e temeva di trasmetterla al neonato. Il senso di colpa, dichiara Antonacci, l’ha accompagnato per tutta la vita. Lo considera il peggiore dei sentimenti, il più inutile, e invita tutti a prendere le distanze e riporlo nel cassetto.

Parlando di relazioni, Biagio afferma che nel corso della vita i suoi rapporti con le donne sono cambiati. Spiega che ha sempre avuto relazioni lunghe, spesso mantenute anche quando non c’era più amore, ma adesso si sente fortemente legato a Paola, una ragazza più giovane di lui di 14 anni. Sostiene che il loro legame è diverso, i due si scelgono ogni giorno, e quando le emozioni non saranno più le stesse entrambi non avranno problemi a mettere un punto alla loro love story.

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Sul concludersi dell’intervista Antonacci fa un bilancio in merito alla sua carriera e vita privata: “Sono stato sempre conservatore, ma la mia libertà adesso è lasciare una tavola e alzarmi di scatto quando qualcuno mi sta sulle palle. Sogno sempre di essere da un’altra parte, non riesco mai a godermi niente fino in fondo. Vorrei essere più pragmatico e organizzato, ma è contro la mia natura. L’unica cosa che non smetto di fare è la musica, è come il sesso, non se ne può fare a meno. Sogno di restituire la fortuna che ho avuto, far crescere talenti, aprire una fondazione. L’affetto del pubblico? Ci sono quelli che mi amano, quelli a cui sto sul cazzo e ci sono gli agnostici. Mi sta bene così”.

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