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Scarlett Johasson abbandona “Rub & Tug”, ma le polemiche non finiscono

Lo scrittore Bret Easton Ellis in difesa dell’attrice 

Continuano le polemiche intorno a Scarlett Johasson. Dopo le pesanti critiche degli attivisti LGBT che hanno portato l’attrice ad abbandonare il ruolo di Dante ‘Tex’ Gill nel film “Rub & Tug”, arriva la dichiarazione dello scrittore americano Bret Easton Ellis in sostegno di Scarlett. Il film trae spunto dalla vita di un gangster transgender degli anni ’70 nato come Jean Marie Gill

Sul suo articolo per  Vanity Fair il romanziera scrive: “Dal momento che Johansson non è transgender, allora non le è permesso di “recitare” quella parte. Interpretare quel ruolo è una forma di appropriazione culturale, sostengono gli indignati. Ma allora la stessa argomentazione dovrebbe essere applicata a qualunque attore abbia mai interpretato un alieno venuto dallo spazio, un cowboy, un serial killer o uno hobbit.”. Lo scrittore prosegue “La recitazione è proprio questo e questi sono i ruoli che gli attori desiderano interpretare: totale metamorfosi e immersione. Ma ovviamente, con l’ossessione in atto per concetti tossici come l’identità politica e l’intersezionalità, è iniziato un boicottaggio online, in cui gente offesa e indignata affiancata da attivisti per i diritti dei transgender ha chiesto a Johansson di rifiutare la parte… semplicemente perché non è trans”

 

Le critiche a Scarlett Johansson per il ruola da transgender | LEGGI

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Foto: PrPhoto

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Ellis critica con quello che vede come una nuova forma di populismo: “Assistiamo all’ascesa dei populisti che insistono nel dire che loro rappresentano gli interessi della gente “comune”. Sposate la mediocrità, sembrano dire, e ignorate l’élite.  […] Speravo che la stessa Scarlett Johansson facesse resistenza alla Resistenza e interpretasse quella parte nel modo che solo lei avrebbe saputo fare, senza dovere chiedere a tutti tranne che al regista: “Come sto andando?”».

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Con la partenza dell’attrice il futuro della produzione è incerto e rischia di essere cancellata. Tuttavia, non è la prima volta che Scarlett viene coinvolta in polemiche del genere. Nel film “Ghost in the Shell” è stato accusata di “whitewashing”, pratica dell’industria cinematografica in cui un attore bianco ottiene il ruolo di un personaggio di un’altra etnia, per aver interpretato il ruolo di Mira Killian, un cyborg che nel manga originale sul quale si basa il film ha tratti somatici asiatici. 




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