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Torna X Factor all’insegna dell’interattività assoluta con il pubblico

Gli autori: “Non temiamo né ‘the Voice’ né ‘Amici’”

Non ci saremmo potuti immaginare location migliore della fonderia napoleonica per il lungo iter di 12 prime serate, le prime quattro dedicate alle selezioni (in fasi: Audizioni, ‘Boot Camp’ e  ‘Home visit’) mentre le altre otto alla diretta, in live dal 18 Ottobre, che porterà all’elezione del nuovo imperatore della musica italiana. Si preannuncia una competizione serrata, all’insegna della massima interattività possibile per il pubblico a casa, nel ruolo attivo di quinto giudice.

La nuova edizione di X Factor, la sesta, andrà in onda dal 20 di Settembre su Sky Uno HD, con riprese dal Teatro della Luna di Milano. Ai nastri di partenza, come lo scorso anno, i 4 giudici: Simona Ventura, Morgan, Elio e Arisa. Al timone, riconfermatissimo, Alessandro Cattelan.

Presentato come la principale riconferma dello scorsa edizione, il conduttore chiosa: “Ci sono moltissimi giovani, forse anche grazie alla vittoria di Francesca Michielin (17 anni) l’anno scorso. E’ un’opportunità irripetibile per chi vuole lavorare nella musica. Si basa per sulla qualità di quelli veramente bravi, cioè 12 cantanti bravissimi. Sono molto impaziente di iniziare. Anzi abbiamo già cominciato”.

La concorrenza è stata quest’anno più spietata che mai, considerando che alle Audizioni si sono presentate ben 60 mila persone, per contendersi uno dei 12 posti disponibili. Alla diretta saranno affiancati ‘Ante Factor’, una rubrica via web di 10 minuti per tastare il polso della situazione prima della puntata, e ‘Extra Factor’, un contenitore condotto da Max Novaresi e Brenda Lodigiani, per raccogliere tutto quanto accade intorno al talent (backstage, polemiche a caldo e così via). Tra le principali innovazioni l’applausometro, nuova applicazione per smartphone , permette a chi è collegato di commentare la performance live, in tempo reale sarà il fattore ‘Pop’.

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Ma ora è il turno di Morgan, che ha coniato il claim dell’edizione di quest’anno, ‘La voce della musica’: “Vogliamo catturare la voce migliore, sperando di individuare la creme della creme, la voce dell’anno. La forza della voce, la voce è potere, è strumento di controllo. L’ha intuito felicemente Simon Cowell, inventore del format, che ora è ricchissimo. E’ la voce che fa scattare determinate azioni, la voce è indispensabile. La vocazione è l’azione vocale, tutto il mondo va in una direzione vocale.”

Non può trattenersi Elio, stranamente dimesso e assente fino a quel momento: “L’importanza della voce è indubbia. E’ però molto importante anche il nome: ne abbiamo cambiato uno ad uno dei nostri concorrenti. Vorrei crescere io e dare una mano a chi lo vuole di realizzare il proprio sogno. Perché l’uomo vive di sogni.”

Il passo dalla poetica alla pratica è breve. Ascoltiamo Ilaria Dallatana, amministratore delegato di Magnolia: “X Factor è un programma unico per la produzione: è un cantiere aperto tutto l’anno, senza sosta. Inizia a marzo e finisce a gennaio. X Factor è l’unico programma in cui convergono tutti i generi televisivi: c’è il contatto col territorio, la piazza. Ci sono poi ore e ore di montaggio, indispensabili per le prime quattro puntate e il lavoro collettivo di oltre 200 persone. La sinergia con Sky è stata fondamentale.”

L’intervento di Arisa è lapidario, quasi un’introduzione alla Ventura: “Devo molto a X Factor e Sky, che mi hanno fatto conoscere al grande pubblico. I talenti sono prima di tutto delle persone”.

Ed ecco Super Simo: “Siamo molto contenti: ci vedono come con un programma credibile, meritocratico e seguitissimo dai giovani. X Factor ti permette di cantare, di fare un disco, di andare in tour e lavorare nei locali. E’ importantissimo non solo il disco, ma anche tutto il resto. X Factor deve essere un brand a contatto col pubblico che lo segue. Il talento si può esprimere anche con l’originalità, con uno stile particolare. Abbiamo cercato le voci più originali. Come sempre è fondamentale avere dei giudici all’altezza: con dei giudici forti qualsiasi format può funzionare. Basta vedere ciò che accade a X Factor Usa”.

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Incalzato dalle domande dei giornalisti, il responsabile programmazione di Sky torna a parlare dell’edizione americana: “Siamo una pay, vogliamo dare ai clienti un prodotto unico, dove trovare un valore che giustifichi il costo dell’abbonamento. Non siamo concorrenti della tv generalista. Negli usa, ‘X Factor’ e ‘The voice’ sono programmati in modo competitivo su due reti free che devono accaparrarsi la pubblicità. In Italia, noi abbiamo avuto un competitor da sempre. Amici e X Factor sono sempre stati concorrenti, ma sono talmente diversi come stile e contenuti che in realtà non si sovrappongono. ‘X Factor’ ha sempre ispirato ‘Amici’ e mai viceversa. Per noi, la presenza di ‘The Voice’ sulla Rai è irrilevante” .

Poi si addentra nello specifico: “Abbiamo due punti di forza: un’interattività assoluta del pubblico, attraverso la partecipazione al voto (sul sito di X Factor, mediante il decoder Sky, tramite le applicazioni per smartphone, via fFacebook e per la prima volta anche via Twitter) e la miglior giuria di sempre, per scovare i talenti veri. Il pubblico di Sky è perfetto per l’industria musicale, è molto reattivo. Le carriere devono durare, non vogliamo bruciare i nostri talenti.”

Nicolò Canziani

Foto: © Ruggero Biamonti / Rumors.it


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