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Alessia Marcuzzi: “Il Grande Fratello non è volgare, c’è di peggio”

La conduttrice difende il suo programma tv.

Il “Grande Fratello” è giunto alla fine della stagione – stasera si chiude la sua tredicesima edizione – e anche quest’anno non sono mancate le polemiche attorno al reality show di Canale 5, ritenuto da alcuni volgare e non educativo.

Alessia Marcuzzi, storica conduttrice del programma (è al timone dal 2006), non ci sta ad incassare le critiche, visto che, nonostante il calo di ascolti registrato con il passare degli anni, lo show può comunque contare su uno “zoccolo duro” di oltre 4 milioni di spettatori e share non inferiore al 19%.

Intervistata dal “Corriere della Sera”, la Marcuzzi dichiara che secondo lei le polemiche contro il “Grande Fratello” emergono “per partito preso. Sono convinta – sottolinea – che chi critica spesso non ha mai visto neppure una puntata. Noi tagliamo le scene morbose, non ci sono nudi, non è ammessa l’aggressività, chi bestemmia viene cacciato, non ci sono scene di sesso”.

Poi arriva l’affondo della Marcuzzi: “In tv si vedono ben altre volgarità: liti pazzesche tra politici, risse furibonde, scene violente in Parlamento”. Definendo il reality “un esperimento sociologico, e insieme un gioco”, la 42enne Marcuzzi è convinta che il reality sia un bel programma per i suoi contenuti: “Si parla di argomenti importanti: storie difficili tra genitori e figli, il tema della disabilità, l’omofobia”.

Sul motivo per cui i ragazzi partecipano al programma, la conduttrice nega che oggi lo facciano per ottenere la popolarità in modo rapido: “C’è stato un tempo in cui i ragazzi partecipavano solo per farsi vedere e perché speravano di riuscire poi a lavorare in tv. Ora molto meno. Con la crisi – spiega la conduttrice – in realtà partecipano perché hanno bisogno di soldi oltre al fatto che desiderano fare un’“esperienza diversa”…”.

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