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Corona sfinito dal carcere: non trattatemi come un mafioso

Torna ad appellarsi alla giustizia per scontare la pena ai domiciliari.

E’ stato arrestato a gennaio dello scorso anno, oggi, a due anni di distanza da quel giorno, Fabrizio Corona è ancora rinchiuso nel penitenziario di Opera che – come ha detto in diverse occasioni – lo ha provato e lo ha cambiato nel profondo.

“Il carcere mi sta mangiando vivo” ha scritto in una lettera inviata alla trasmissione tv Virus. “Sto male, non mi vergogno a dirlo – ha detto ancora l’ex re dei paparazzi – Non esco più dalla cella, la rabbia è ora dolore”. Corona dovrà scontare una pena di 13 anni e 8 mesi per estorsione aggravata e per altri reati e tanti personaggi pubblici, da Celentano a Travaglio passando per Rosario Fiorello, si sono spesi per chiedere la grazia per lui.

E anche Corona lo ha ripetuto in ogni occasione possibile. “Voglio chiedere la grazia per rivedere mio figlio”. Non vuole evitare nulla, o almeno così ha detto, vuole solamente finire di scontare la pena tramite l’affidamento terapeutico. Da qui l’appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano perché si possa arrivare ai domiciliari.

“Il personaggio che recitavo in passato – ha concluso Corona – era sbagliato, un modello negativo per chi mi seguiva. Ora non esiste più, ci sono solo l’uomo e il padre”.



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