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Emma: nella “sua” Firenze in versione 3.0 tra adrenalina ed emozioni

Emma Marrone al Mandela Forum di Firenze regala al suo pubblico una grande performance.

Per Emma Marrone è sempre un’occasione speciale, visto che accanto alla sua data di nascita, 25 maggio 1984, è indicata proprio Firenze come città natale, dove (a Sesto Fiorentino) ha vissuto l’infanzia prima di trasferirsi in Puglia. Così la tappa del suo tour “Emma 3.0” nel capoluogo toscano assume per lei un significato indubbiamente profondo e quasi intimo.

All’inizio della sua performance live Emma non può non ricordarlo a coloro che la acclamano assiepati davanti al palco o sugli spalti: “Sono tornata a casa”, urla al pubblico arrivato al Mandela Forum in una serata fredda e piovosa.

A scaldare l’ambiente ci ha pensato lei, con uno show di quasi due ore che non ha tradito le aspettative. Emma è carica di energia e riesce ad infonderla ai suoi fan, sempre e comunque. Ogni brano è cantato con una carica incredibile e non si risparmia, anche nella gestualità e nel ballo. A 30 anni è un’artista completa, il suo stile è quello di una star internazionale e la sicurezza che dimostra ne è un’ottima conferma.

Con lei sul palco la band formata da Davide Di Gregorio (sax, percussioni, effetti elettronici), Max Corona (chitarra), Heggy Vezzano (chitarra), Marco Mariniello (basso), Leif Searcy (batteria), Max Greco (tastiere) e Arianna Mereu (cori). Il feeling è perfetto e l’inchino finale di tutti davanti al pubblico fanno capire che si tratta davvero di una “squadra” affiatata.

Emma propone con arrangiamenti davvero interessanti e inediti, che richiamano a volte atmosfere jazz, in altri casi il sound più “techno” e perfino “dance”, i suoi grandi successi da “Amami” a “La mia città”, da “Calore” a “Cercavo amore”, da “Schiena” a “Non è l’inferno”, ma regala al suo pubblico anche grandi interpretazioni di canzoni come “Sembra strano”, “Meravigliosa”, “Cullami”, “Con le nuvole”, “Folle paradiso” e “Non sono solo te”.

Come sempre sul palco si muove tantissimo, a volte si stende, si siede, balla, salta sul tappeto elastico che è sistemato proprio davanti, scherza con il pubblico: “So di non essere la più bella, ma di Emma ce n’è solo una” dice tra una canzone e l’altra. E sul finale di “Cercavo amore”, che si concluderebbe con le parole “alla fine ho sparato contro te”, commenta ironicamente: “No, io non sparo a nessuno, tanto si sparano da soli”.

Emma ricorda che il “3.0” è la conclusione di un ciclo, alla fine di questo tour ci sarà una nuova fase produttiva e artistica, come ha spiegato in varie interviste rilasciate nel corso degli ultimi mesi e, certo, le mancherà il contatto con il suo pubblico, lei che vive in modo adrenalinico questo rapporto così intenso con chi la segue.

Anche a Firenze in tantissimi hanno cantato con lei dall’inizio alla fine, a squarciagola, facendole sentire tutto il calore di chi ha creduto nella sua bravura e nella sua passione dal debutto ad oggi, senza mai metterla in discussione, e all’uscita dal Mandela Forum, sotto una pioggia battente, c’è chi si chiede già: “Quando potremo rivedere Emma?”.

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