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Angelina Jolie di nuovo regista: in “Unbroken” valori positivi

Sul grande schermo la storia dell’atleta Zamperini.

L’idea dell’Oscar potrebbe anche averle accarezzato la mente ma Angelina Jolie, a Berlino per la presentazione del suo secondo film da regista, “Unbroken”, fosse anche soltanto per scamaranzia, non ne ha voluto parlare anche perché ha dichiarato di essere piuttosto nervosa perché è convinta di essersi assunta una grande responsabilità raccontando la storia “di un uomo eccezionale come Louis Zamperini“.

Un’atleta che lei ha conosciuto di persona, che le è stato vicino durante la convalescenza per un intervento chirurgico e che ha più volte ripetuto di considerare come “un’eroe” tanto da essere felice di averlo presentato ai suoi figli perché “è un esempio di persona che spero che terranno a mente”.

Quanto poi al presunto litigio con il marito Bratt Pitt, che sarebbe avvenuto in Australia, e che avrebbe addirittura fatto gridare al possibile divorzio tra i due, la Jolie non ne ha parlato ma, alla domanda se anche il suo prossimo film sarà ambientato durante una guerra, ha replicato con quella che è stata interpretata universalmente come una frecciata: “No, parlerà di un matrimonio: altri tipi di contrasti”.

“Unbroken”, in uscita il 29 gennaio, racconta la storia dell’atleta olimpico Louis Zamperini che, durante la Seconda Guerra Mondiale, precipitò con il proprio aereo nell’oceano Pacifico riuscendo a sopravvivere per 47 giorni su una scialuppa per poi essere catturato dai giapponesi che lo hanno rinchiuso per due anni in un campo di prigionia. Per il cast Angelina Jolie ha scelto Jack O’Connell per il ruolo del protagonista e Domhnall Gleeson e Finn Wittrock per quelli di Phil e Mac ovvero i due compagni aviatori di Zamperini che vivono con lui l’esperienza del naufragio.

Una storia che l’attrice ha voluto raccontare – come ha spiegato a Berlino – perché è convinta che possa essere d’ispirazione positiva per tanti come per lei lo sono le esperienze vissute come ambasciatrice dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Non pensa di essere una regista invadente, Angelina Jolie, che – al contrario – proprio perché abitualmente sta dall’altra parte della macchina da presa, ha raccontato di lasciare ampia libertà agli attori.


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