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The Young Pope con Jude Law, Sorrentino: “Un Pontefice agli antipodi di Papa Francesco”

Presentata a Roma la nuova incredibile serie Tv targata Sky.

Giovane e affascinante, l’elezione di Pio XIII sembrerebbe il risultato di una strategia mediatica semplice ed efficace del collegio cardinalizio. Ma, com’è noto, le apparenze ingannano. Soprattutto nel luogo e tra le persone che hanno scelto il grande mistero di Dio come bussola della loro esistenza. Quel luogo è il Vaticano, quelle persone sono i vertici della Chiesa. E il più misterioso e contraddittorio di tutti si rivela Pio XIII.

Una serie TV in dieci episodi per raccontare la storia di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il primo Papa americano della storia. THE YOUNG POPE, la serie TV firmata dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, una produzione originale Sky, HBO e Canal+, sarà trasmessa in Italia in prima tv dal 21 ottobre alle 21.15 su Sky Atlantic HD e Sky Cinema 1 HD.

La serie – presentata come evento speciale Fuori Concorso alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia– è stata accolta con entusiasmo dalla stampa internazionale. Il cast, oltre al protagonista Jude Law, include il Premio Oscar come migliore attrice Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Toni Bertorelli e James Cromwell.

Scaltro e ingenuo, ironico e pedante, antico e modernissimo, dubbioso e risoluto, addolorato e spietato, Pio XIII prova ad attraversare il lunghissimo fiume della solitudine dell’uomo per trovare un Dio da regalare agli uomini. E a se stesso. Lenny Belardo è il primo Papa italoamericano della storia, nonché uno dei Pontefici più giovani di sempre.

A soli quarantasette anni, infatti, è diventato Pio XIII. Lenny è sempre stato un Cardinale mite e ubbidiente e la sua elezione risulta inaspettata, sia per la giovane età sia per lo scarso peso politico. Secondo alcuni, però, sono proprio questi i motivi per cui è stato eletto.

Ma Lenny, grazie a una svolta aggressiva e reazionaria del suo Pontificato, dimostrerà di sapersi affrancare da chi vorrebbe manovrare la mano del Santo Padre: il suo mentore, il Cardinal Michael Spencer e il Segretario di Stato, Angelo Voiello. Accanto a lui c’è solo Suor Mary, la donna che lo ha accolto in orfanotrofio quarant’anni prima e che, in assenza dei genitori naturali, gli ha fatto da madre.

Come detto, la stampa internazionale lo ha accolto con entusiasmo: “Un’idea ingegnosa e una struttura narrativa mai vista prima d’ora”, scrive Variety, e “The Hollywood Reporter” spiega: “The Young Pope è divertente, imprevedibile e irriverente” mentre The Economist si spinge oltre: “Candidato ad essere il capolavoro di Sorrentino”.

Per Paolo Sorrentino, The Young Pope è la prima serie televisiva di cui firma la regia. Il regista spiega: “La possibilità di sperimentare in libertà lungo l’arco di una storia così complessa e sfaccettata mi è parsa un’enorme occasione di spaziare con la fantasia senza rinunciare a tutti quegli elementi narrativi che per ragioni di tempo e di spazio, nel racconto cinematografico, spesso invece vengono sacrificati”.

E pensando al “suo Papa”, Sorrentino spiega: “Riflettendo su un film per la televisione che avesse come sfondo il sempre difficile tema della religione, mi venne un’idea apparentemente balorda. ‘Perché non pensiamo a un Pontefice che sia agli antipodi di Papa Francesco?’. Dopo un capo della Chiesa così legato al felice rapporto con la gente e con le folle, immaginai un alter ego totalmente diverso da lui”.

Aggiunge Sorrentino: “Il mio Papa è un uomo legato alla tradizione e ai riti ancestrali della Chiesa cattolica. Un Papa che chiude e allontana gli empi dalla Chiesa bollandoli di indegnità. Un Papa che rimprovera i fedeli richiamandoli a un sacrificio assoluto, a un fideismo di stampo oscurantista”.

E parlando del protagonista Jude Law ammette: “Tra lui e il mio personaggio c’erano molti punti di contatto. L’età, l’aspetto fisico, il fascino e la capacità di impersonare quella doppiezza che volevo dare al personaggio. Desideravo dirigere un attore capace di mettere in scena un aspetto della vita e il suo contrario e Jude si è rivelato quel tipo di attore. Lavorare con lui è stata una gioia, ricomincerei domani mattina perché ha rivelato due doti importantissime per questo ruolo: incoscienza e consapevolezza. Due doti in contraddizione. Ma è questo che fanno i grandi talenti, rendono possibili le contraddizioni”.


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