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Gogglebox, il primo fixed-show italiano che “guarda chi guarda la tv”

Dall’Inghilterra il nuovo Fixed che ha conquistato il mondo.

E voi come vi comportate davanti alla televisione? Cantate, messaggiate, ballate quando sentite un motivo musicale, oppure rimanete impassibili, accennate un sorriso appena o, addirittura, vi addormentate? Non per farci i fatti vostri, ma la domanda ci è sorta spontanea dove aver partecipato alla presentazione di “Gogglebox”, da domenica 23 Ottobre in seconda serata su Italia Uno.

Attenzione, non l’ennesimo reality, ma un fixed: ore e ore di riprese da camere remotate per raccontare cosa fanno gli italiani davanti alla TV, ideato da Simona Ercolani, anche se in realtà, come lei stessa ci ha raccontato, l’idea originaria è stata partorita sette anni fa dalla figlia Francesca e venne ai tempi cassata senza appello dalla madre.

Dopo il successo che ha avuto in Inghilterra – varie edizioni, famiglie che hanno conquistato grande successo, si parla anche di carriera politica per uno dei partecipanti – ora saranno ora 12 famiglie (in senso molto lato) italiane le protagoniste: una coppia gay, due preti, la nobildonna con l’amica chic, quattro simpaticissimi fratelli napoletani, questo per dare un assaggio della varietà di ceto sociale, età e provenienza geografica.

Manca un canovaccio prestabilito, quindi si rispettano i gusti personali delle famiglie, in più va ricordato l’ordine imposto a chi lavorava sul set di non stringere amicizia con nessuno dei partecipanti e di non fare commenti, né dare indicazioni.

Senza avere l’ossessione per l’autenticità, rara nella vita reale, figuriamoci in presenza di un medium, e in più potente come la televisione, che costituisce pur sempre un filtro e in quanto tale qualcosa trattiene sempre, possiamo immaginare che, grazie ad un sapiente uso del montaggio, sarà creata una narrazione che permetterà di raccontare un spaccato dell’Italia contemporanea.

Ruggero Biamonti




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