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Raffaella Modugno, l’intervista: “Pensavo che non avrei fatto più calendari. Ma con For Men è stato un boom”

La modella festeggia il successo del suo calendario di For Men Magazine e a Rumors racconta l’incredibile esperienza a Pechino Express.

Per Raffaella Modugno il 2016 si chiude al top, dopo la partecipazione a Pechino Express come rappresentante delle “naturali” e il calendario di For Men Magazine di cui è protagonista negli scatti di Federico Canzi.

A Rumors.it la bellissima ventottenne di Ariano Irpino racconta i suoi sogni per il futuro, i suoi progetti professionali e cosa le hanno lasciato queste esperienze, mettendosi in gioco tra mille avventure a Pechino Express e decidendo di posare ancora una volta senza veli per il calendario di For Men.

Dalla squalifica di Miss Italia per delle foto ritenute troppo sexy che non sarebbero nemmeno dovute uscire ad oggi, tra calendario di For Men Magazine e partecipazione a Pechino Express. Le cose alla fine sono andate per il verso giusto…

Ho imparato che non tutti i mali vengono per nuocere. All’inizio sono stata malissimo per l’esclusione da Miss Italia anche perché io non c’entravo nulla con l’accaduto. Sono uscite foto che non sarebbero dovute uscire per mancanza di liberatoria. Però questo gran parlare del fatto, devo dire, mi ha pubblicizzata molto, anche come tipo di modella curvy, perché ho una 44, e sono stata chiamata subito a lavorare per fare servizi e copertine in giro per l’Europa e campagne pubblicitarie e da lì ha avuto il via il mio percorso lavorativo. Magari se fossi arrivata seconda o, chissà, se avessi vinto, non mi sarebbe andata così bene.

Parlando del Calendario di For Men Magazine di cui sei protagonista per l’edizione 2017, possiamo dire che questo calendario è il più importante “baluardo” tra quelli rimasti, visto che oggi si è notevolmente ridotto il numero dei calendari che escono in edicola dopo il boom di qualche anno fa…

Oggi con il dilagare di internet il mercato è cambiato molto, For Men ha ancora i suoi lettori affezionati e tiene duro. Onestamente la proposta di fare questo calendario è avvenuta in modo improvviso. Pensavo di aver terminato con il capitolo calendari e con il nudo, visto che ho 28 anni, e, a differenza della prima volta, ci ho pensato a lungo prima di accettare e ho ponderato bene i pro e i contro, visto che negli ultimi anni mi sono portata a casa belle soddisfazioni professionali. Il mio sogno sarebbe quello di fare la valletta a Sanremo e, ammetto, che mi sono anche chiesta se un conduttore come Conti avrebbe mai voluto accanto a lui una “donna-calendario”. Poi ne ho parlato con mio padre e lui mi ha detto ‘non mi pare che in passato alle ragazze che hanno fatto dei calendari sia andata così male e non sarebbe certo la prima volta vedere una donna che ha fatto un calendario, sul palco dell’Ariston’”.

Insomma, ti sei buttata. Ti piace rischiare…

Certo, perché, come si suol dire, chi non risica non rosica. Ho rischiato e devo dire che fino adesso non mi è andata male. Anche perché fino ad oggi mi è capitato di fare molti lavori importanti e in alcuni casi nessuno ne ha parlato se non il giornale locale del mio paese. Ho fatto il calendario di For Men ed è stato un boom. Basti pensare che in queste settimane son stata ogni settimana su quattro riviste differenti. Quindi anche se alcuni criticano i calendari comunque se ne parla tantissimo.

Hai detto che ti piacerebbe stare sul palco di Sanremo. Ma che tipo di valletta saresti?

Sarei la bella e simpatica! Io sono autoironica e non sono una femme fatale a tutti i costi. Certo, le mie belle scalinate mi piacerebbe farmele, ma con il microfono in mano vorrei essere me stessa.

Il palco di Sanremo piace a molti, ma fa anche paura a molti, quando si è lì sopra…

Certo, Sanremo è una delle cose più importanti che c’è nella TV italiana, è seguitissimo, è normale che incuta un po’ di timore. La responsabilità che hanno coloro che stanno su quel palco è tanta. E io, ammetto, di non avere esperienza nella conduzione, ma sono una persona che impara in fretta e che quando fa una cosa cerca di farla sempre al meglio. E sarebbe bello avere come maestro un uomo di televisione del livello di Carlo Conti.

Parlavi dei tuoi 28 anni. Professionalmente come ti vedi tra 10 anni, quale credi che sarà il tuo punto di arrivo?

Tra pochi giorni inizierò una scuola di recitazione e dizione. L’avrei voluta intraprendere prima questa strada ma fino ad oggi non sono riuscita per mancanza di tempo stando sempre in giro tra l’Italia, l’Europa e l’America per il mio lavoro come modella. Nel mondo della moda credo di aver fatto tutto quello che potevo fare e non credo che potrei fare tanto di più, così ho deciso di fermarmi a Roma stabilmente e frequentare questa scuola di recitazione e cercare di riuscire in questo mondo. E’ giusto che io sia preparata, che abbia una dizione corretta e che sappia padroneggiare il palcoscenico e sappia pormi davanti al pubblico, che sia teatro, cinema e televisione…

A proposito di televisione, in questi giorni si parla dei possibili concorrenti della prossima Isola dei famosi. Saresti un personaggio piuttosto adatto, non credi?

Onestamente, anche per Pechino Express, all’inizio non ho nutrito una grande voglia di partecipare. Ero sempre stata contraria ad aggiungere al mio curriculum un reality show. Ho accettato di fare Pechino Express perché è un adventure game e non un reality. Non si sta tutto il giorno chiusi in un luogo monitorati 24 ore su 24 ad annoiarsi e a mettere zizzania. Poi magari in un’isola deserta subentra dopo un po’ la noia, la fame, perdi il controllo di te e ti metti a litigare. Non voglio fare la ragazza del reality, ne ho fatto uno e basta così.

Cosa ti ha lasciato Pechino Express?

All’inizio ero un po’ scettica invece si è rivelata una cosa grandiosa. Forse mi hanno presa perché al provino sono stata davvero me stessa visto che non ero così tanto interessata a partecipare. Ero serena e questo ha pagato. Alla fine Pechino Express mi ha permesso di fare un’esperienza di vita incredibile. Svegliarsi la mattina senza sapere dove saremmo andati, dove avremmo dormito, se avremmo mangiato e avuto a disposizione un bagno… sono cose che ti spaventano un po’ ma che ti appassionano. Siamo stati a stretto contatto con gente poverissima e con un’esperienza del genere ti rendi conto come gente che ha poco o nulla sia così generosa da voler condividere con te quel poco che ha.

Filippo Piervittori


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