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Emis Killa contro il bullismo: “I genitori possono salvare i figli”

“Oggi è tutto virale”, genitori fate attenzione ai vostri figli

In concomitanza con la Giornata europea della sicurezza in rete, istituita nel 2004 volta alla sensibilizzazione verso un uso più sicuro e consapevole di internet e dei social network, si svolge anche la prima giornata nazionale contro il bullismo.

Lungi dall’essere un fenomeno solo italiano, o particolarmente sentito in Europa, il bullismo e il cyberbullismo (analogo ma perpetrato attraverso l’uso improprio di mezzi telematici) hanno visto negli ultimi due anni una recrudescenza sconvolgente, tanto da spingere il Senato ad approvare qualche giorno fa,  praticamente all’unanimità, il disegno di legge che punta a contrastarlo. Il ddl prevede sostanzialmente misure di prevenzione e di educazione nelle scuole sia per le vittime, sia per i “bulli” e stabilisce la ‘procedura di ammonimento’ come nella legge anti-stalking.

“Nell’era della comunicazione digitale, dove il 91% dei giovani tra 14 e 18 anni è iscritto ad almeno un social network e l’87% usa uno smartphone connesso a internet’ risulta quasi impossibile controllare in maniera capillare l’avanzare di un fenomeno che, stando agli ultimi dati, viene avvertito dal 72% dei ragazzi come il rischio sociale più pericoloso”, spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi, fondatore di SOS Stalking, che, insieme al Generale dei Carabinieri in ausiliaria ed ex Comandante del RIS di Parma, Luciano Garofano, ha affrontato il tema con il libro ‘La prepotenza invisibile’ (Edizioni Infinito).

Negli Stati Uniti i dati sottolineano come il cyberbullismo nelle scuole sia salito del 351% in soli due anni e come le vittime vengano prese di mira per questioni legate all’aspetto fisico (principalmente al peso), alla razza, al genere e all’orientamento sessuale.  Oltreoceano si tenta di combattere il fenomeno coinvolgendo attivamente le scuole, che ora sono tenute a segnalare gli incidenti di cyberbullismo ai funzionari statali, abbassando nettamente la soglia di tolleranza per questo genere di molestie.

Da noi, i dati più recenti relativi a bullismo e cyberbullismo sono quelli raccolti dal Telefono Azzurro – sempre attivo al numero 1.96.96 –  e risalenti a settembre 2016: nell’anno scolastico 2015-2016, Telefono Azzurro ha gestito 1 caso al giorno di bullismo o cyberbullismo attraverso call center. In totale i casi gestiti sono stati 270 (il 13% sul totale -2055- dei casi denunciati all’Associazione, percentuale superiore a quella tra febbraio e luglio 2015 che era del 10,3%). Dei 270 casi gestiti, il 62% ha riguardato richieste di aiuto per situazioni di bullismo. Più della metà dei casi di cyberbullismo segnalati sono avvenuti al Nord (56,5%), mentre l’età delle vittime si sta abbassando in maniera preoccupante: è un trend in crescita quello che vede come vittime bambini sempre più piccoli, anche di 5 anni (22% dei casi). Se i ragazzi sono vittime quasi unicamente di episodi di bullismo (89,5%), più di 1 ragazza su 6 è vittima di cyberbullismo (16,7%). Inoltre, anche se i bulli sono generalmente maschi (60% dei casi) e amici o conoscenti della vittima, in 1 caso su 4 viene segnalata come bulla una ragazza e in 1 caso su 6 almeno una diade. 

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Il tema del bullismo è trasversale e tocca le persone comuni come chi fa parte del mondo dello spettacolo. “Se devo essere sincero, da ragazzino un po’ bullo lo sono stato ma c’è una differenza: ci sono i bulli fighi, che se la prendono con gli altri bulli, e ci sono i bulli sfigati, che lo fanno solo con i più deboli. Per quanto mi riguarda ho sempre difeso i più deboli quando ho potuto, non è un segreto che io sia uno un po’ ‘vecchia maniera’, lo testimoniano i miei testi e i miei atteggiamenti – dichiara Emis Killa, al secolo Emiliano Rudolf Giambelli, rapper italiano fra i più seguiti e giudice del talent The Voice, e un passato da bullo ‘buono’ – Per tutti i bullizzati ho una buona notizia: chi vi rovina la vita sta peggio di voi, è insicuro, è il più bullizzato di tutti, è la prima vittima di se stesso. ‘Si ma quindi come si fa a risolvere questo problema?’. Non sono mai stato vittima di bullismo e non sono genitore, quindi posso solo immaginare da lontano come sia vivere uno di questi episodi, e penso che sia importante tenere d’occhio i figli. Ormai con il sovraffollamento dei social network e delle piattaforme online questo fenomeno è peggiorato. Se una volta chi assisteva ad una di queste scene provava a sedare la cosa, nel 2017 tira fuori lo smartphone e riprende il tutto. Se in uno di questi tristi video virali riconoscete vostro figlio, prendete seri provvedimenti, che sia vittima o carnefice. So che sembrano questioni tra ragazzini, ma vanno risolte e in fretta. Non abbiate paura di affrontare a muso duro queste situazioni, nessuno lo farà per voi, e in un mondo pieno di fantasia quale è quello dei bambini, siete gli unici supereroi che possono salvare vostro figlio”.

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