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Elisabetta Canalis, appello a Vogue: “Niente più pellicce”

L’ex velina continua ad impegnarsi come animalista

E’ noto che Elisabetta Canalis sia una convinta animalista. Non a caso tempo fa è stata testimonial di una delle campane dell’associazione americana Peta prestando, come hanno fatto anche altri personaggi americani dello spettacolo, il suo corpo “senza veli” per le campagne pubblicitarie in favore degli animali.

Ora l’ex velina ha rivolto un appello al neo direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti (arrivato alla direzione dopo la recente e improvvisa scomparsa di Franca Sozzani) invitandolo ad adoperarsi per mettere al bando le pellicce dal magazine.

Nel documento si legge: “Ogni giacca in pelliccia o taglio di pelliccia sono stati presi da un essere vivente terrorizzato che è stato catturato in natura o che ha vissuto una vita di miserie rinchiuso in una spoglia gabbia di metallo prima di essere affogato, folgorato, avvelenato o spellato vivo. Io, così come tanti dei vostri lettori, desidero vedere Vogue muovere un passo verso un futuro compassionevole per la moda, impegnandosi a non promuovere la pelliccia sulle sue pagine”.

Elisabetta Canalis nel servizio fotografico per la Peta

Quando la Canalis posò per la campagna della Peta dal titolo “meglio nuda che in pelliccia” spiegò bene perché aveva deciso di impegnarsi in modo così tangibile per la causa animalista: “Ho deciso di posare nuda perché penso che la nudità crei sempre una grande reazione. Questo è ciò che è necessario per mantenere l’attenzione della gente su una pratica così brutale. Questi poveri animali vengono fulminati, scuoiati vivi, annegati, e bastonati solo per il gusto della moda. Non comprate pellicce o accessori come guanti, borse o giacche che abbiano degli inserti in pelliccia. È necessario ricordare che gli animali non hanno una voce. È necessario essere la loro voce. Non aver mai paura di parlare”.


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