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Maria De Filippi: “Non credo che la tv debba essere pedagogica”

La De Filippi parla di talent, di Morgan e della vicenda Perego

Maria De Filippi è protagonista di una lunga intervista sul Corriere della Sera e parla a 360 gradi del suo lavoro. In particolare difende il ruolo dei talent show, come Amici, spesso attaccati dai detrattori del genere:  “Non bisogna dimenticare che sono programmi televisivi. E poi sono programmi che danno a tanti ragazzi l’opportunità di vivere un’esperienza importante”. Continua Maria: “Non tutti gli anni spuntano Alessandra Amoroso, Emma o Mengoni. Va a fasi come in tutti i settori, è normale”.

Si parla, nell’intervista, anche di “modelli” che dovrebbero essere veicolati dal piccolo schermo. Su questo la De Filippi ha un’idea chiara: “Non credo che la tv debba essere pedagogica, dare modelli di comportamento. Uomini e donne io l’ho sempre preso come un divertimento, non ho mai pensato di fare una televisione che dovesse insegnare qualcosa”.

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Riguardo al suo programma di punta, il serale di Amici, in onda in queste settimane il Corriere fa notare che quest’anno sembra che il focus sia soprattutto sulla giuria più che sui ragazzi del talent. Spiega la De Filippi: “Forse è la torrenzialità di Morgan che a un primo impatto può dare un’impressione sbagliata. Ma i ragazzi sono sempre al centro del programma. Quanto alla giuria ho fatto scelte diverse rispetto al passato. Ho preferito puntare su una giuria con personalità più legate al canto, come Ermal Meta, e al ballo, come Eleonora Abbagnato. È una giuria più di nicchia, meno popolare, meno classica: Ermal è meno noto di Loredana Berté; Ambra è meno famosa di Sabrina Ferilli”.

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Foto: Mediaset

La De Filippi rivela anche qualcosa su Morgan che in passato definì la regina di Mediaset come una donna “cattiva”. Curiosamente, Maria ha scelto proprio Morgan come direttore artistico, insieme ad Elisa, per Amici:  “Lo considero una persona molto intelligente, anche un provocatore brillante. Volevo capire cosa c’era dietro. E mi ha raccontato che lui conosce e sa come funzionano i meccanismi della comunicazione: se vuoi che le tue dichiarazioni abbiano risalto devi colpire un bersaglio grosso, così il titolo c’è e hai spazio sui giornali. Io ero il bersaglio grosso”.

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Sulla chiusura del programma di Paola Perego la De Filippi, fresca del Sanremo “made in Rai” dice la sua: “Mi è sembrato un provvedimento esagerato per un cartello preso dal web e dichiarato come tale. Certo, e parlo per esperienza personale dopo Sanremo, in Rai ho visto una rigidità che a Mediaset non c’è, la macchina Rai è piena di protocolli: mi stupisce molto che nessuno sapesse niente di quel cartello. Quindi credo che dietro ci sia altro”.


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