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Dietrofront Rai, il Governo contro il tetto di 240 mila euro per gli artisti

Necessario un regolamento interno per stabilire cosa è prestazione artistica

Anche Renzo Arbore, padre nobile della televisione italiana che in Rai ha lavorato per anni e che alla televisione pubblica e no ha dato un contributo fondamentale di innovazione e creatività si era schierato contro il tetto fissato per gli artisti.

L’artista pugliese aveva ritenuto più opportuno commisurare la retribuzione di un presentatore o di un comico al successo effettivo del suo programma e quindi a quanto avrebbe fatto guadagnare alla rete, un po’ come capita con i calciatori e la loro squadra.

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Ora arriva il dietrofront del Governo che con una lettera inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico stabilisce che il tetto di 240 mila euro vale solo per dipendenti, consulenti e collaboratori, ma non per gli artisti.

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Viale Mazzini dovrà però dotarsi di un regolamento interno che definirà cosa sia per davvero una prestazione artistica, definendo così situazioni in bilico, come quella di Bruno Vespa, tra l’attività autorale e quella giornalistica. 

Ruggero Biamonti


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