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Jasmine Trinca: “Fare la mamma? Si impara facendolo”

L’attrice romana madre fuori e dentro il set

Jasmine Trinca è una delle attrici italiane più talentuose. Romana, 36 anni, è stata scoperta appena diciannovenne da Nanni Moretti, sotto la cui direzione è stata intensa interprete ne “La stanza del figlio”.

Nella sua lunga carriera cinematografica ha racimolato un palmarès da fare invidia: tre Nastri d’argento, due Globi d’oro, un Ciak d’oro, senza contare il premio dedicato a Marcello Mastroianni, vinto in occasione della mostra internazionale dell’arte cinematografica di Venezia, quello intitolato a Gian Maria Volonté e le sei nomination ai David di Donatello. 

La protagonista di “La meglio gioventù” è anche madre di Elsa, 8 anni, avuta da Antonio Pairulli. Recentemente si è trasferita con sua figlia nell’ appartamento in cui aveva vissuto con i propri genitori, annettendo però anche quello dei vicini. 

Il ruolo di mamma è stato vissuto e interpretato da Jasmine Trinca diverse volte, da ultimo nel lungometraggio “Fortunata”. Il film, diretto da Sergio Castellitto, è in procinto di sbarcare sul grande schermo dove sarà distribuito al partire dal 20 maggio, annoverato nella selezione ufficiale nel festival di Cannes.

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L’attrice ne ha parlato in una recente intervista al settimanale “Io Donna”. “[…]Le mie sono madri atipiche. In Fortunata interpreto una madre di cui avevo un esempio diretto, anch’io vengo da una quartiere popolare” – ha dichiarato la Trinca- “La cosa che più mi piace in una madre è che sia buona, una qualità che non è innata, si impara facendo. L’idealizzazione della madre non mi ha mai convinto, anzi mi terrorizza, l’idea di una figura ieratica, irraggiungibile”.

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Ma che tipo di madre è Jasmine nella vita reale? “Non faccio errori macroscopici, ma ho un atteggiamento molto umano, mi piace che mia figlia non abbia davanti a sé il traguardo da raggiungere, bensì l’umano con i suoi limiti. […].Il mio modello di madre è quello di una donna che ha lottato duramente. Elsa, a carnevale, era circondata da principesse, ma lei si è voluta vestire da guerriera cinese. Il concetto di femminile non può più essere predefinito dal marketing. Si possono trovare mille modi diversi di essere donne e mia figlia Elsa l’ha già capito”.

Nicolò Canziani



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