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La presidente Rai Maggioni: “Senza Fazio la Rai non avrebbe retto”

I motivi della riconferma di Fazio pronto a trasferirsi a La 7

La decisione della Rai di riconfermare e promuovere Fabio Fazio su Rai Uno sta scatenando moltissime polemiche, soprattutto per il suo compenso economico. Ma il presidente della Rai Monica Maggioni giustifica la decisione dell’azienda spiegando che lasciar “transitare quel marchio, quel volto, quel format su un’altra emittente avrebbe comportato uno scossone al quale non so se la Rai avrebbe retto in termini di sistema”. 

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Quando il Cda Rai aveva stabilito con la recente delibera il tetto massimo dei compensi a 240.000 euro lordi annui (come prevede la nuova Legge sull’editoria) Fazio aveva già protestato e minacciato di andarsene. Così per evitare di mettere in pericolo il “sistema” Rai, una realtà “che ha 13.000 dipendenti”, il conduttore di Che tempo che fa è stato trattenuto in extremis, con non poche difficoltà in commissione di vigilanza. Sempre la Maggioni spiega: “Uno spot sulla Terza Rete, dove Fazio ha lavorato finora, pesa meno di uno spot sulla Prima dove noi lo spostiamo. Vi invito a ragionare su questo e sull’impatto positivo che il suo trasloco su RaiUno produrrà per i nostri conti”.

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Alla fine si è arrivati ad un accordo di poco inferiore ai 12 milioni di euro in 4 anni togliendo la produzione del format “Che tempo che fa” alla Endemol a vantaggio di una società di produzione in cui sarebbe socio anche Fazio stesso. La decisione della Rai è stata “obbligata” secondo il consigliere d’amministrazione Arturo Diaconale: “Siamo stati costretti a sottoscrivere il contratto. Ci è stato detto che se non avessimo chiuso l’accordo quella mattina, Fazio avrebbe firmato con una azienda concorrente. Se non lo avessimo firmato avremmo potuto rispondere per un danno all’azienda”. Parole che fanno discutere… e infatti  i parlamentari ancora contestano l’accordo con Fazio.

Roberta Mazzacane 



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