SuperSimo riconosce i suoi errori in fatto di chirurgia estetica
«Basta ritocchi, non farò più nulla. Conducendo “Selfie” ho capito che della chirurgia plastica potevo farne a meno». Sono queste le parole di Simona Ventura, che ammette che l’essersi ritoccata è stata una scelta che non rifarebbe.
La conduzione di “Selfie” ha fatto riflettere la Ventura, che riconosce di aver cambiato il suo atteggiamento nei confronti della chirurgia estetica. Supersimo confessa infatti: «Conducendo “Selfie” ho imparato molto sull’aspetto psicologico di un cambiamento estetico. Ho capito che della chirurgia plastica potevo farne a meno. Infatti non voglio fare più niente». La critica che più l’ha colpita non riguarda però le sue scelte estetiche, ma proviene da quel razzismo intellettuale che l’ha da sempre collegata al mondo del trash.
Foto: Mediaset
Simona prosegue l’intervista per il settimanale Chi ripercorrendo la sua storia e i momenti difficili che ha dovuto affrontare durante gli anni dei suoi successi: «Amo rinascere ogni volta. Quando mi danno per finita tiro sempre fuori il meglio di me», ha detto la Ventura a Chi. «Per me non c’è mai stato niente di facile, la mia vita la conoscono tutti e la mia faccia dice chi sono. Nei momenti di grande successo, come è stato per me negli anni Novanta, devi guardarti le spalle, perché il successo porta al potere e il potere alla solitudine. Ti circondi di persone che ti sembrano giuste, e ne escludi altre. È una fase che ricordo con entusiasmo, ma che non rimpiango. La vita è andata avanti e ho imparato tante lezioni. E voglio vedere quale altro personaggio, dopo i voli che ho fatto negli ultimi 5-6 anni, è tornato a fare quello che faceva prima. Invece, di recente, lasciai la Rai per Sky e poi ripartii da Agon Channel, c’era una bella differenza perché in quel caso ero consapevole del percorso che avevo scelto».
Della relazione finita con l’ex marito Stefano Bettarini dice: «Quando hai successo, purtroppo, devi sempre lasciare qualcosa sul campo, soprattutto se sei una donna. L’uomo gestisce il successo, la donna, a volte, lo subisce».


