
Un’altra vittima tra le attrici
Olivia Lua, conosciuta anche come Olivia Voltaire, pornostar americana 23enne, è stata trovata senza vita in un centro di riabilitazione nel West Hollywood. Ad ucciderla sarebbe stato un cocktail di farmaci e alcol preso poco prima di pubblicare sul suo account Twitter un messaggio che lascia dei dubbi: “La sento ovunque. Non mi fa più paura”. La stampa urla alla strage: è la quinta attrice a luci rosse morta in circostanze poco chiare negli ultimi tre mesi.
Il decesso dell’attrice è stato confermato con un comunicato dalla sua agenzia, la LA Direct Models, che ha dichiarato: “Di recente sono stati fatti molti commenti sul numero di pornostar scomparse. Con grande tristezza dobbiamo informare che la lista si è allungata: Olivia Lua è morta questa mattina”. Nella dichiarazione viene poi spiegato che l’attrice era in riabilitazione per una dipendenza non precisata: “La famiglia e gli amici erano preoccupati per il numero di farmaci che le erano stati prescritti, e se le medicine sono state mischiate a droghe o alcol, è probabile che siano state la causa della sua morte”.
Ma a preoccupare ancora di più, è il fatto che dal mattatoio hard esca ogni mese, quasi ogni settimana, una nuova vittima. Infatti, sono state cinque in poco più di due mesi le attrici di film a luci rosse morte in circostanze poco chiare.
I feel it everywhere, nothing scares me anymore 🌙 pic.twitter.com/oi4QMoBVgj
— Olivia Lua † (@OliviaxLua) 17 gennaio 2018
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La prima morte misteriosa nel mondo del porno risale al 9 Novembre, quando la canadese Shyla Stylez, di 35 anni, è stata trovata morta a casa della madre in circostanze non chiarite. Un mese dopo, il 5 Dicembre, è la volta di August Ames, di appena 23 anni, impiccatasi nella sua casa californiana per la vergogna di essere accusata di omofobia: la ragazza si era rifiutata di girare una scena con un attore con un passato nei porno gay, ed aveva spiegato di averlo fatto per paura di contrarre l’Aids. Ma nonostante il chiarimento, la ragazza non era stata risparmiata dalla gogna mediatica.
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Pochi giorni dopo anche Yuri Luv, 31enne, si suicida ingerendo delle pillole nel suo appartamento in California. Infine, il 7 Gennaio se ne va un’altra Olivia, di cognome Nova, 20 anni, uccisa da un’infezione alle vie urinarie (anche se in un primo momento si era parlato di suicidio). Le due Olivia lavoravano per la stessa agenzia, che ora mette le mani avanti: «È solo una coincidenza che le due modelle avessero lo stesso nome. Crediamo che non si siano mai incontrate».
Ma c’è ancora un dettaglio che non trova spiegazione e che lascia aperta la strada a dubbi e domande: a cosa si riferiva Olivia nel suo ultimo messaggio su Twitter?
Benedetta Risso










