Il 3 luglio 1971 moriva Jim Morrison a soli 27 anni. Trovato morto nella vasca da bagno al 17 di rue Beautreillis a Parigi, ora sulla facciata del palazzo è comparso un biglietto: “Jim Morrison non è morto qui”. Sulla sua morte è sempre aleggiato un alone di mistero: per esempio, secondo una leggenda metropolitana, il leader dei Doors sarebbe morto per una overdose di eroina nei bagni del Rock’ n’Roll Circus, un locale sulla Rive Gauche che frequentava spesso. Ancora oggi, dopo cinquant’anni, i dubbi sulle circostanze della sua morte non sono stati risolti.
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Jim Morrison ha passato la sua infanzia viaggiando: il padre era un ammiraglio della marina che ogni anno veniva trasferito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Nel 1964, a 21 anni, si è trasferito a Los Angeles per studiare cinema alla UCLA e da quel momento ha detto addio alla sua famiglia. L’anno dopo ha fondato il gruppo The Doors insieme a Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore il cui primo disco è uscito nel 1967 ed è stato subito un successo. Jim Morrison si riteneva uno sciamano: “Mi piace tutto ciò che riguarda la trasgressione o il rovesciamento dell’ordine costituito”, diceva, “Mi interessa qualunque cosa abbia a che fare con la rivolta, il disordine, il caos, in particolare le attività apparentemente prive di significato. Mi sembra sia questa la strada per la libertà”.

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Il concerto del 30 agosto 1970 ha preannunciato l’epilogo drammatico della sua storia: nell’esibizione all’isola di Wight, in quello che è stato l’evento più grande della stagione dei grandi festival, i Doors si sono esibiti davanti a 700.00 persone (più di Woodstock) e Jim Morrison ha chiesto di lasciare il palco al buio, non voleva luci puntate contro di lui. Poi il cantante ha sviluppato una dipendenza da alcol ed è arrivato al punto di non ritorno: il 1° marzo 1970 è stato processato per il cosiddetto “Miami Incident” con l’accusa di aver mostrato le parti intime sul palco durante un concerto al Dinner Key Auditorium di Miami. Nel marzo 1971 dopo aver registrato l’ultimo album con la band, è volato a Parigi con la fidanzata eroinomane, Pamela Courson.
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A Parigi Jim Morrison si è dedicato alla scrittura e alla lettura, frequentava la libreria Shakespeare and Company di fronte a Notre Dame, punto di ritrovo per scrittori come Hemingway, Joyce, Ezra Pund. Pamela Courson, però, lo trascinava nel lato oscuro della città fino a quando non sarà proprio lei a trovarlo la mattina del 3 luglio 1971 nella vasca da bagno senza vita. Jim Morrison è stato seppellito nel cimitero degli artisti di Père Lachaise a Parigi.
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Jim Morrison morte: un mistero ancora irrosolto
Attualmente la causa ufficiale della morte risulta essere l’arresto cardiaco, ma in realtà non è mai stata effettuata l’autopsia. Inoltre, ci sono diverse incongruenze nelle testimonianze che hanno lasciato spazio a diverse congetture: secondo alcune ricostruzioni il cantante sarebbe morto nel bagno del Rock’ n’Roll Circus per una overdose accidentale di eroina e poi portato a casa nel disperato tentativo di rianimarlo. C’è poi l’ipotesi, alimentata anche da Ray Manzarek, secondo cui avrebbe inscenato la sua morte per rilanciare le vendite della band e se ne sarebbe andato in Africa come l’amato Arthur Rimbaud oppure alle Seychelles. L’unica cosa certa è la sua eredità artistica, il segno indelebile che ha lasciato nella musica e nella vita di molte persone, tanto che la sua tomba continua ad essere una delle più visitate ed è stata transennata per contenere gli eccessi dei fan.

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