Questa sera, venerdì 1 ottobre, su Rai 3 va in onda Hammamet, un perfetto spaccato della nostra Storia recente. Sono passati infatti solo vent’anni dalla morte di uno dei leader più discussi del Novecento italiano, Bettino Craxi. La narrazione del film firmato Gianni Amelio ha l’andamento di un thriller ed è costruita su tre caratteri principali: il re caduto, la figlia che lotta per lui, e un terzo personaggio, un ragazzo misterioso che cerca di rompere gli equilibri dall’interno. Il film di Gianni Amelio è fondato sull’interpretazione strepitosa ed impeccabile del protagonista, Pierfrancesco Favino; il regista, non ha caso, ha dichiarato che non avrebbe voluto nessun’altro per questo ruolo se non lui: “L’ho aspettato sei mesi”, ha commentato Amelio.
LEGGI ANCHE > Pierfrancesco Favino, i 52 anni di un sex symbol “inaspettato”
Ciò che al regista interessa trasmettere non sono i fatti cronaca, bensì le emozioni di un uomo di potere costretto all’esilio e all’impotenza fisica e morale. Favino riesce ad interiorizzare alla perfezione il più grande paradosso di quei tempi, dove la tragicità non consiste nella fine ingloriosa del personaggio, ma nell’essersi sentiti troppo grandi prima. Pierfrancesco Favino, a proposito, ha commentato: “Rivendico la libertà degli artisti di prendere dalla storia e creare una drammaturgia. Se si va al cinema aspettandosi di vedere una risposta politica, o di cronaca giudiziaria, su un periodo controverso si fa un danno a se stessi”.

Foto: IPA
Il risultato dunque, è il ritratto di un uomo dotato di un grande carisma e di dura autorevolezza caduto poi in disgrazia tra rabbia e malinconia, come sottolinea il regista: “Volevo, come penso sia il compito del cinema, rappresentare comportamenti, stati d’animo, impulsi, giusti o sbagliati che fossero. Cercando l’evidenza e l’emozione”. In un’intervista Favino ha dichiarato: “Ci sono degli aspetti dell’uomo Craxi con i quali ho empatizzato, come l’aspetto di padre, di uomo appassionato del suo mestiere, l’aspetto di sincera attenzione nei confronti di alcuni aspetti dell’umanità”. Favino attraverso l’intervista ha espresso con sincerità la parte che più ha amato di Hammamet: il rapporto di Craxi con la figlia, poiché l’attore avendo due figlie è riuscito ad instaurare un rapporto di forte empatia con il personaggio.
LEGGI ANCHE > Paso Adelante: il cult che ha segnato una generazione arriva su Netflix
Pierfrancesco Favino in questo capolavoro è irriconoscibile: “Ogni mattina sopportava cinque ore di trucco, e ne servivano altre due per ridargli la sua faccia” ha raccontato il regista, il quale ha speso bellissime parole nei confronti dell’attore che ha fortemente desiderato: “Mi piace ripetere che il suo talento è una sorta di malattia, da cui spero non guarisca mai. Abbiamo utilizzato una tecnica di trucco all’avanguardia, già sperimentata in Inghilterra. Penso che sia la prima volta che la usiamo in Italia”.

Foto: YouTube


