
Le voci delle scorse settimane hanno trovato conferma mercoledì 15 Dicembre, quando i media statunitensi hanno lanciato la notizia bomba: Bruce Springsteen ha venduto il suo intero catalogo di canzoni a Sony Music. La cifra è da record: più di mezzo miliardo di dollari per l’intero corpus di canzoni incise dal Boss e anche per i brani da lui firmati come autore. L’affare supera quello chiuso da Bob Dylan lo scorso anno con Universal per 300 milioni di dollari.
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L’accordo potrebbe essere la transazione più onerosa di sempre per l’acquisto del catalogo di un singolo artista. Sony Music Entertainment è proprietaria dell’etichetta Columbia Records, vera e propria casa di Springsteen dal 1972, che proprio lo scorso anno ha pubblicato il ventesimo album in studio dell’artista, “Letter To You”. Per una cifra stimata intorno ai 550 milioni di dollari, Sony ha acquisito i diritti discografici e d’autore di Bruce Springsteen collaborando con la società di investimenti Eldridge, che in passato ha seguito la vendita dei cataloghi di band come i The Killers. Il catalogo contiene hit del calibro di Born To Run, Dancing in the Dark, Hungry Heart, Thunder Road e altri iconici brani dell’artista del New Jersey.

Foto: Ufficio stampa
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Per quanto impensabile fino a pochi anni fa, negli ultimi tempi sono diversi gli artisti che hanno scelto di vendere il loro catalogo di canzoni, o anche solo una parte di esso. Complice lo spavento per l’annata del 2020, in cui la pandemia ha rivoluzionato l’industria musicale e le sue logiche, in molti hanno iniziato a tutelarsi per evitare sorprese o tracolli economici. Oltre al caso Bob Dylan con Universal Music Group, anche Neil Young, Paul Simon, Tina Turner e Mick Fleetwood (Fleetwood Mac) hanno venduto parte dei loro diritti a società private. Da qualche mese si parla anche di un accordo tra gli eredi di David Bowie e Warner Music per la vendita del catalogo del defunto artista ad esempio.
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Bruce Springsteen news: “The Boss” fa l’ennesimo record
Né l’iconica rockstar, né la società hanno rilasciato commenti, ma sono arrivate parole di affetto e stima di Bruce verso la sua etichetta: “Sono un artista che può davvero dire di essere arrivato nel posto giusto, quando nel 1972 ho firmato con Columbia Records. Durante gli ultimi cinquant’anni, gli uomini e le donne di Sony Music mi hanno trattato con il più grande rispetto, sia come artista sia come persona. Sono emozionato dal fatto che il mio retaggio continuerà ad essere curato dalla Compagnia e da persone che conosco e di cui mi fido“.

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