
Ambra Angiolini, attrice, cantante e conduttrice, è oggi tra i volti dello spettacolo più amati e apprezzati del nostro Paese. Approdata sul piccolo schermo quando era solo una ragazzina, Ambra sa bene cosa significa pagare il prezzo del successo. “Ho iniziato con un programma notturno su Radio 2. Facevo interviste e sono stata trascinata nel vortice del teatro indipendente. Poi ho dovuto fare i conti con quello che gli altri vedevano di me, e c’è voluto tempo” ha raccontato Angiolini al Corriere della Sera.
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Ambra Angiolini bulimia: “Non c’è una cura uguale per tutti”
Ambra, ex volto simbolo del programma Non è la Rai, è stata un vero e proprio “teen idol” per coloro che erano adolescenti negli anni Novanta. Il successo, al tempo, la travolse insieme a critiche feroci e violente: “Della prima ricordo anche le virgole: “La ragazzina esce dalla porta tutta palme e piscina e, con mossa navigata, si siede sulla poltrona come la più risolta delle Lolite”. Io Lolita neanche l’avevo letto. Lì per lì piangi, sei inconsolabile: da piccola è normale. Poi ho recuperato il romanzo di Nabokov e ho detto: “Fermi tutti però: qua stanno dicendo un’altra cosa”. E quella cosa non era giusta, non ero io” ha ricordato Ambra al Corriere.

Ambra Angiolini – Foto: Ufficio Stampa
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Una pressione mediatica che a volte può inghiottirti in una voragine, soprattutto quando capisci che gli altri non vogliono che tu sia te stessa, ma solo che tu sia perfetta. E se oggi c’è un crescente senso di repulsione verso lo stereotipo della perfezione, negli anni Novanta non era così: “In quegli attacchi c’era un problema di cultura e ignoranza” ha detto Ambra. Nel suo libro dal titolo Infame, l’attrice aveva raccontato di aver sofferto di bulimia, malattia della quale è tornata a parlare rivelando: “È come avere un tumore all’anima. Non c’è una cura immediata, uguale per tutti: è un processo personale che va attraversato fino in fondo. Se ti anestetizzi la malattia diventa te e non te la levi più di dosso. Alle ragazze dico: “Cominciate a sfilarvela e a tenervela accanto. Farà un pezzo di strada con voi ma a un certo punto le lascerete la mano e se ne andrà”.
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Ambra Angiolini figlia: “Jolanda ha riempito un vuoto”
“La bulimia ha reso il mio corpo colpevole di essere diventato diverso rispetto a quello con cui ero diventata famosa. Un giorno in aeroporto vedo una rivista con la mia faccia. Titolo: “Ambra scoppia di successo”, e “scoppia” era tra virgolette. Poi vado in autogrill e la signora delle pulizie mi dice: “Ma va, mica sei grassa”. Ho capito che gli effetti di questa situazione erano sotto gli occhi di tutti” ha dichiarato Ambra al Corriere. E poi la forza e il coraggio di uscire dal tunnel: “Mia madre mi lasciava bigliettini, Post-it ad altezza vomito. O delle canzoni. Lì per lì mi facevano sentire in colpa, poi è stato importante sentire che non c’era giudizio, che per lei io non ero la mia malattia. Ho cominciato a pensare che la bulimia fosse qualcosa da cui potevo allontanarmi”. La guarigione è stata resa possibile anche grazie alla nascita di sua figlia, Jolanda, che ha riempito un vuoto apparentemente incolmabile: “Quando me lo sono trovata dentro la pancia ho sentito che quel pezzo d’amore che cercavo ovunque in realtà era dentro di me”. E infine Angiolini ha specificato: “Questa però è solo la mia storia: non è che fare figli salvi dai disturbi alimentari”.










