
Guardando ai contemporanei teen drama si direbbe: visto uno, visti tutti. E Élite non sembra rappresentare un’eccezione. Liceali che sembrano 30enni; genitori assenti che, quando sono presenti, si intromettono nella vita dei figli facendo più danni che altro; scuole che dopo il secondo omicidio dovrebbero chiudere i battenti e, invece, sulla disgrazia ci sguazzano allegramente. Tuttavia un dettaglio che, guardando la serie firmata Netflix, sicuramente tutti abbiamo invidiato (oltre alla presenza di modelli e modelle per i corridoi della scuola) è la totale assenza di lezioni scolastiche. Quanti di voi avrebbero pagato oro per andare a scuola a fare i piccoli detective e passare l’anno senza fare un minuto di matematica o latino? Inutile dirlo, tutti.
Élite, arrivato alla stagione conclusiva dopo aver scalato le classifiche della piattaforma streaming, non si è mai discostato molto dall’ormai classico schema che caratterizza i moderni teen drama, ma lo ha estremizzato a livelli massimi, al limite del grottesco.

Élite 8: vista una stagione, le hai viste tutte
Le prime stagioni potevano avere ancora un senso: l’introduzione in una scuola elitaria spagnola di studenti provenienti da un quartiere povero di Madrid. Vedere le dinamiche che si creavano tra studenti di classi sociali diverse con le conseguenti problematiche aveva il retrogusto di uno studio sociale, di una denuncia delle disuguaglianze di classe e dava il giusto contesto per affrontare temi sociali come il razzismo e l’omofobia. Ma fino a quando una trama del genere può risultare interessante? Ogni stagione ormai sembra la fotocopia della precedente. Il nuovo studente ricco (che solitamente ha un legame strano e morboso con i propri fratelli) che corrompe e manipola lo studente povero. Il ritrovamento di un cadavere in apertura. Storie d’amore che di sano hanno ben poco… letteralmente la trama di otto stagioni. Anche limitarsi a guardarla per puro intrattenimento (e rifarsi gli occhi con i bellocci di turno) ha stancato e annoiato.
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Cosa salviamo di questa stagione
[Attenzione spoiler!!] Il ritorno di uno dei migliori personaggi della prima stagione sicuramente ha fatto bene ai fan affezionati a Nadia, la sorella di Omar. Nadia è uno dei pochi personaggi che ha avuto una crescita e uno sviluppo molto positivo fin dalla prima apparizione. Facente anche lei parte del gruppetto iniziale di studenti provenienti dalla periferia, ha sempre mantenuto la propria integrità, migliorando la propria condizione non con sotterfugi ma solo e unicamente con le proprie forze e capacità. Nelle stagioni precedenti, dopo aver lasciato Las Encinas, si trovava negli Stati Uniti dopo aver vinto un master alle Nazioni Unite.
Altra cosa da salvare sono gli ultimi venti minuti della serie. Come anticipavo all’inizio Las Encinas, come molti altri licei delle serie tv, avrebbe dovuto chiudere anni fa, dopo il primo o il secondo omicidio. Cosa che finalmente fanno. Vedere il liceo elitario chiudere e gli studenti milionari dover camminare tra i corridoi di una scuola statale, facendo un bagno di realtà è stato il modo perfetto per chiudere questa serie.










