
Per la prima volta in Italia dopo l’incoronazione, Re Carlo III ha scritto una nuova pagina nella storia delle relazioni anglo-italiane con un discorso tenuto davanti alle Camere riunite in Parlamento. È la prima volta che un sovrano britannico prende la parola in questa sede, un evento storico che segue solo due precedenti eccezionali: i Re di Spagna Juan Carlos e Felipe VI. Il discorso, pronunciato in parte in italiano e in parte in inglese, ha rappresentato un momento chiave per rinsaldare i rapporti post-Brexit. “Oggi sono qui per riaffermare la nostra amicizia e rinforzarla ancora di più”, ha dichiarato Carlo III, sottolineando l’importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito in ambiti strategici come la difesa, la sostenibilità e l’energia pulita.

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Re Carlo in Parlamento: tra passato condiviso e ironia britannica
Carlo III ha saputo coniugare gravitas e leggerezza, ricordando con ironia come “I Romani ci hanno dato l’idea di mettere la testa di un re sulle monete, di questo sono particolarmente grato”. Con lo stesso tono, ha aggiunto: “Perdonerete se ogni tanto roviniamo la vostra cucina, ma lo facciamo con affetto”, strappando sorrisi e applausi. Ha ricordato momenti salienti della sua lunga frequentazione con l’Italia, da Venezia a Palermo, fino ad Amatrice, passando per episodi storici come il sostegno britannico allo sbarco di Garibaldi a Marsala: “Ci sono persino dei biscotti che portano il suo nome per ricordarlo”.

Memoria, impegno e speranza condivisa
Non è mancato un toccante omaggio alla Resistenza italiana, con la menzione dell’eroina Paola Del Din, e a figure come Giovanni Falcone. Carlo ha ringraziato “i tanti italiani che con coraggio hanno dato rifugio ai soldati britannici, rischiando la propria vita”. Il sovrano ha lanciato un messaggio forte sulla necessità di unità: “La pace non si può dare per scontata”. A chiusura, l’appello al futuro condiviso, citando Dante: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Un discorso che ha intrecciato storia, attualità e speranza, lasciando il segno in un momento decisivo per le relazioni europee.
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