POLEMICA

“È razzismo”: Sydney Sweeney e American Eagle. Il caso per la nuova campagna pubblicitaria

Il gioco di parole tra jeans e genes scatena accuse di white supremacy. La star di Euphoria non replica, ma le polemiche crescono

di Emilia Persico | 1 Agosto 2025
Foto: Sydney Sweeney. Screenshot reel instagram @sydney_sweeney

La trovata ironica del brand American Eagle con Sydney Sweeney fa infuriare il web: “È una strategia di marketing calcolata”. Sydney Sweeney è di nuovo al centro del ciclone mediatico. Stavolta, a far discutere non è un ruolo sul set, ma la sua partecipazione alla nuova campagna pubblicitaria di American Eagle, che ha generato accuse di razzismo e white supremacy a causa di un gioco di parole controverso.

Lo slogan scelto – “Sydney Sweeney has great jeans” – gioca sull’assonanza con la parola genes (“geni”), accompagnato da un video in cui l’attrice di Euphoria spiega: “I geni vengono trasmessi dai genitori alla prole, spesso determinando tratti come il colore dei capelli, la personalità e persino il colore degli occhi”. Subito dopo aggiunge: “I miei jeans sono blu”.

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La polemica: “è razzismo”

Il tono leggero della clip non ha convinto tutti. Molti utenti hanno criticato il messaggio, considerandolo un’esaltazione della bellezza caucasica – bionda, occhi azzurri, pelle chiara – legata a un concetto di superiorità genetica implicita. Su X (ex Twitter) e TikTok, in molti parlano apertamente di “razzismo sottile” e “pubblicità irresponsabile”.

Il fatto che né Sydney né il brand abbiano ancora rilasciato dichiarazioni ha ulteriormente alimentato il dibattito. “Ogni ora di silenzio li trascina sempre più giù nelle sabbie mobili razziali”, ha dichiarato Eric Schiffer, CEO di Reputation Management Consultants, al Daily Mail.

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Lo spot per American Eagle

Secondo diversi esperti di comunicazione, potrebbe trattarsi di una strategia ben studiata per ottenere visibilità attraverso il clamore. In un secondo spot, infatti, si vede Sweeney che cancella la parola genes da un cartellone, sostituendola con jeans, con un gesto che alcuni hanno definito performativo e poco autentico.

La pubblicista Alexandria Hurley ha commentato: “Non è un passo falso. È un’evoluzione calcolata del marchio. Sydney ha già sfiorato polemiche simili in passato e non si è mai tirata indietro”.

Mentre il dibattito continua a dividere il pubblico, resta da capire se American Eagle e Sydney Sweeney decideranno di intervenire o se, come sostengono alcuni analisti, lo scandalo stesso farà parte della campagna. In ogni caso, l’eco mediatica – negativa o meno – è già enorme.

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