Dalla sala stampa

Del Toro a Venezia 2025: “Il mio Frankenstein è un melodramma che celebra amore e imperfezione”

Il regista messicano presenta al Lido la sua attesissima versione del classico di Mary Shelley: non un horror, ma un elogio della diversità e del perdono. Con Jacob Elordi, Oscar Isaac e Mia Goth protagonisti

di Filippo Piervittori | 30 Agosto 2025
Foto: Marco Piovanotto / Abacapress.com / IPA

C’era attesa e curiosità alla Mostra del Cinema di Venezia per il ritorno di Guillermo Del Toro, che ha presentato il suo attesissimo Frankenstein. Non un horror cupo, come molti avrebbero immaginato, ma un film che il regista definisce “un melodramma”, una riflessione sull’amore e sulla capacità di accettare l’altro, anche nella sua diversità.

Guillermo Del Toro e l’ossessione di una vita

Del Toro ha confessato che l’idea lo accompagna fin da bambino: “Quando avevo sette anni vidi il film di James Whale con Boris Karloff. Mi sembrò una rivelazione, quasi religiosa. Da allora Frankenstein è diventato la mia Bibbia”. Dopo trent’anni di tentativi, finalmente la sua versione prende forma e lui stesso ammette di sentirsi in “depressione post-parto”.

La creatura ha il volto di Jacob Elordi, reduce da Priscilla: dieci ore di trucco per un mostro bello e ultraterreno, pensato come statua vivente più che come incubo gotico. Accanto a lui Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein e Mia Goth in quello di Elizabeth. “Li ho scelti per lo sguardo”, ha spiegato il regista, ricordando che anche Karloff, il mostro per eccellenza, “era un uomo molto bello”.

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Foto: Ken Woroner / Netflix

Guillermo Del Toro a Venezia 2025 con Frankenstein: un film che parla di noi

Il punto centrale, ribadisce Del Toro, è che la vicenda di Frankenstein parla di tutti: “Il mostro sono sempre stato io, ma nel tempo sono stato anche Victor ed Elizabeth. Questo romanzo mi ha insegnato cosa significa essere figlio e poi padre”. Non a caso, più che sugli orrori, il film punta a sottolineare l’importanza del perdono e della connessione umana. “Viviamo in un’epoca dominata dalla paura – ha detto – ma l’unico antidoto è l’amore. Voglio fare un elogio dell’imperfezione”.

Il regista non risparmia nemmeno un accenno all’attualità: “Oggi i veri mostri non sono quelli del cinema, ma quelli in giacca e cravatta”. Parole che hanno strappato applausi in sala stampa e che confermano come questo Frankenstein non sia solo un esercizio stilistico, ma un film che dialoga con le paure e le contraddizioni del presente.

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Foto: Ken Woroner / Netflix

Frankenstein di Guillermo Del Toro: l’uscita nelle sale e il futuro del progetto

Frankenstein avrà la sua prima mondiale al Lido il 30 agosto, uscirà nelle sale italiane il 22 ottobre e dal 7 novembre sarà disponibile su Netflix, con un cast che comprende anche Christoph Waltz, Felix Kammerer e Charles Dance. Una lunga gestazione che Del Toro considera il compimento di un ciclo: “Ho sempre detto che avrei voluto fare Pinocchio e Frankenstein. Ora che l’ho fatto, mi sento di aver chiuso un cerchio”.

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Foto: Ken Woroner / Netflix

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