Parole che restano

Addio a Stefano Benni, il narratore che trasformava la realtà in sogno

Un ricordo personale e collettivo di Stefano Benni, lo scrittore che con ironia e poesia ha creato un universo unico nella letteratura italiana

di Filippo Piervittori | 9 Settembre 2025
Foto: Nicola Marfisi / IPA agency

Si è spento a 78 anni Stefano Benni, uno degli scrittori più amati e originali della letteratura italiana. La notizia della sua morte, riportata da la Repubblica e confermata dalla casa editrice Feltrinelli, lascia un vuoto profondo nel panorama culturale. Autore, giornalista, poeta e drammaturgo, Benni ha saputo attraversare i generi con leggerezza e ironia, regalando ai suoi lettori un universo unico in cui rifugiarsi, sognare, ridere e riflettere.

Il mio incontro con i suoi libri

Ho letto tutti i romanzi di Benni. Sono stati i compagni di molte estati, i momenti di stacco tra un impegno e l’altro, le pagine in cui rifugiarmi alla ricerca di una risata o di un pensiero amaro. Ho ancora vivo il ricordo delle cene tra amici in cui citavo a memoria brani di ciò che stavo leggendo, con l’entusiasmo che solo una scrittura capace di sorprendere può generare.

C’è stato anche un incontro che porto nel cuore: la sua visita all’Università di Perugia, quando ebbi la fortuna di ascoltarlo da vicino. Una voce che sapeva alternare ironia e serietà, sempre con quello sguardo lucido che distingueva il suo modo di leggere il mondo. E prima ancora, le sue colonne sull’Espresso: lì lo incontrai per la prima volta, ed è lì che imparai ad amarlo come scrittore capace di satira pungente e poesia improvvisa.

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Un universo letterario irripetibile

Nei romanzi di Benni si poteva entrare e restare a lungo, come in un luogo sospeso. Le sue pagine erano popolate da personaggi onirici e grotteschi, ma al tempo stesso terribilmente reali. Figure buffe e paradossali che diventavano specchi della nostra società, della sua ironia e delle sue contraddizioni.

Dal cult Bar Sport, con la mitica Luisona e le sue infinite varianti, a mondi immaginari come in Elianto o La compagnia dei Celestini, fino alle riflessioni amare di Pane e tempesta o Saltatempo: ogni romanzo era un portale. Uno stile fumettistico e surreale, eppure sempre intriso di verità.

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La morte di Stefano Benni: un’eredità che resta

Benni non era solo narrativa. Era teatro, poesia, giornalismo, satira civile. Era la capacità di dire molto senza mai diventare pedante, di colpire con una risata e, subito dopo, con una riflessione che restava impressa.

Oggi, ricordandolo, mi torna in mente un pensiero del figlio: «Leggete i suoi libri ad alta voce, a chi vi sta vicino». È forse il modo più autentico per onorare la sua memoria. Perché le parole di Stefano Benni non erano fatte per restare chiuse in una pagina, ma per vivere, essere condivise e trasformarsi in esperienza comune.

Con la sua scomparsa perdiamo una voce irripetibile, ma i suoi romanzi continuano a parlarci. E ci invitano, ancora una volta, a sorridere, a immaginare, a resistere.

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Tutti i libri di Stefano Benni

  • «Giura» (2020)
  • «Bar Sport» (1976)
  • «Prima o poi l’amore arriva» (1981)
  • «Terra!» (1983)
  • «Il bar sotto il mare» (1987)
  • «Baol» (1990
  • «La compagnia dei Celestini» (1992)
  • «Elianto» (1996)
  • «Blues in sedici» (1998)
  • «Spiriti» (2000)
  • «Saltatempo» (2001)
  • «Achille piè veloce» (2003)
  • «Margherita Dolcevita» (2005)
  • «Pane e tempesta» (2009)
  • «Le Beatrici» (2011)
  • «Di tutte le ricchezze» (2012)
  • «Cari mostri» (2015)
  • «Prendiluna» (2017)
  • «Dancing Paradiso» (2019)

Frasi celebri di Stefano Benni

  • «Le idee sono come le tette: se non sono abbastanza grandi si possono sempre gonfiare.» (La compagnia dei Celestini, 1992)
  • «Tu hai paura perché parti per un lungo viaggio; ma il più lungo viaggio fatto dall’uomo nell’universo è meno di un soffio.» (Terra!, 1983)
  • «E anche se il vento ci soffia contro, abbiamo sempre mangiato pane e tempesta, e passeremo anche questa.» (Pane e tempesta, 2009)
  • «Il tempo non si ferma mai, ma qualche volta fa dei balzi, e allora tutto cambia.» (Saltatempo, 2001)
  • «La felicità è un gatto che ti dorme addosso, un amico che ti ascolta, un amore che ti guarda.» (Prendiluna, 2017)
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