Il cinema piange un’icona

È morto Robert Redford, il gigante di Hollywood

Un’icona senza tempo, dal cinema d’autore al Sundance, Redford ha segnato intere generazioni con il suo talento e il suo carisma

di Emilia Persico | 16 Settembre 2025
Foto: LAURENT LAURENT VU/SIPA/Ipa Agency

Robert Redford si è spento all’età di 89 anni nella sua casa nello Utah, dopo una lunga malattia. A darne notizia è stato il New York Times. Con lui se ne va non solo un attore straordinario, ma un’icona del cinema mondiale che ha attraversato decenni di storia della settima arte.

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Addio a Robert Redford: una carriera tra film indimenticabili e regia da Oscar

Redford ha regalato al pubblico film e interpretazioni entrate nella storia di Hollywood: Tutti gli uomini del presidente, La mia Africa, I tre giorni del Condor, La stangata, A piedi nudi nel parco e Il grande Gatsby sono solo alcuni dei titoli che lo hanno consacrato come una delle stelle più luminose di Hollywood. Nel 1981 vinse l’Oscar come regista per Gente comune, mentre nel 2017 ricevette la statuetta alla carriera. Fondatore del prestigioso Sundance Film Festival, ha lasciato un segno indelebile anche come promotore di nuovi talenti e innovatore del cinema indipendente.

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La vita di Redford tra successi e dolori personali

Nato nel 1936, Redford esordì negli anni ’60, ma fu nel decennio successivo che divenne simbolo di una nuova generazione di attori e registi insieme a De Niro, Hoffmann, Coppola e Scorsese. La sua vita privata è stata segnata da grandi amori e profonde perdite: sposato dal 1958 al 1985 con l’attrice Lola Van Wagenem, ha avuto tre figli, di cui due prematuramente scomparsi. Nel 2009 aveva trovato una nuova serenità sposando l’artista Sibylle Szaggars. Con Robert Redford si chiude un capitolo irripetibile della storia del cinema, ma la sua eredità vivrà per sempre sul grande schermo.

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