Processo al via

Chiara Ferragni a processo: sorpresa in aula con la richiesta di una 70enne

L’imprenditrice è accusata di truffa aggravata per il Pandoro Gate. In aula una signora di Avellino ha chiesto 500 euro di risarcimento

di Redazione di Rumors.it | 25 Settembre 2025
Foto: instagram @chiaraferragni

È iniziato il 23 settembre il processo a carico di Chiara Ferragni, legato al caso del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. L’influencer, accusata di truffa continuata e aggravata insieme a Fabio Damato e Francesco Cannillo, non era presente all’udienza predibattimentale. A colpire tutti è stata la presenza di Adriana, 70 anni, di Avellino, che ha raccontato di aver comprato il pandoro convinta di sostenere una causa benefica. Ha chiesto un risarcimento di 500 euro, ma potrebbe accettare un accordo fuori dal processo.

Chiara Ferragni: le accuse e i profitti contestati

Secondo la procura, tra il 2021 e il 2022 Ferragni e i suoi coimputati avrebbero ottenuto profitti illeciti per circa 2,2 milioni di euro, inducendo i consumatori a credere che parte del ricavato sarebbe stata devoluta in beneficenza. L’imprenditrice, però, respinge le accuse, ricordando di aver già donato 3,4 milioni di euro e di aver raggiunto nel 2024 un accordo con il Codacons.

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La prossima udienza a novembre

La prossima data in calendario è il 4 novembre, quando il giudice Ilio Mannucci Pacini deciderà sull’ammissione delle parti civili, comprese due associazioni di consumatori.

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La linea difensiva di Ferragni

La difesa insiste sul fatto che Ferragni non abbia mai truffato nessuno. A sostegno di questa tesi viene ricordato l’accordo con il Codacons, che ha portato a un ristoro economico per i consumatori e a nuove donazioni. I legali sostengono che questo rappresenti un difetto di procedibilità, ma la procura ha contestato l’aggravante della “minorata difesa”, sostenendo che i presunti raggiri abbiano sfruttato la fiducia degli utenti online.Proprio su questo punto si giocherà la prossima mossa: i difensori potrebbero chiedere di far cadere l’aggravante e puntare così a un proscioglimento anticipato, oppure a una soluzione abbreviata del procedimento.

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