Cinema e tecnologia

Tilly Norwood, la prima “attrice” creata con l’intelligenza artificiale fa tremare Hollywood

Presentata al Festival di Zurigo, divide il mondo del cinema: tra chi la vede come innovazione e chi come minaccia al lavoro degli attori

di Redazione di Rumors.it | 30 Settembre 2025
foto: @tillynorwood

Dopo modelle e influencer virtuali, arriva anche la prima vera “attrice” creata dall’intelligenza artificiale. Si chiama Tilly Norwood, ed è stata realizzata dalla società londinese Xicoia, che si definisce “agenzia di talenti AI”. Il suo volto, estremamente realistico, compare già sui social, dove si mostra in brevi video mentre si prepara ai provini, sceglie outfit o saluta i fan. La presentazione ufficiale è avvenuta durante il Film Festival di Zurigo, dove la fondatrice di Xicoia, Eline Van Der Velden, ha annunciato che Tilly è già molto richiesta dalle agenzie di Hollywood.

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Le critiche delle star di Hollywood

Il debutto ha immediatamente scatenato una pioggia di polemiche. L’attrice australiana Toni Collette ha reagito con una serie di emoji di terrore, mentre la collega Mara Wilson ha criticato l’idea di “preferire un volto finto quando ci sono centinaia di giovani attrici reali pronte a lavorare”. Anche Melissa Barrera ha espresso la sua rabbia, augurandosi che chi deciderà di collaborare con un personaggio virtuale venga “abbandonato dai propri attori”.
Particolarmente dura la reazione di Emily Blunt, che ha definito l’esperimento “spaventoso”, sottolineando come Hollywood non debba “rimuovere le connessioni umane dal cinema”. “Vogliono che diventi la nuova Scarlett Johansson – ha aggiunto – ma noi Scarlett Johansson ce l’abbiamo già”.

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La difesa della creatrice

Dal canto suo, Eline Van Der Velden ha respinto le accuse spiegando che Tilly “non è un sostituto degli esseri umani, ma un’opera creativa, un atto di immaginazione e maestria”. Secondo la fondatrice di Xicoia, il personaggio AI rappresenta una nuova possibilità per lo spettacolo, senza togliere spazio agli attori veri. “Offre nuove prospettive, non sottrae opportunità”, ha ribadito.

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Un dibattito destinato a crescere

Il cinema vive un periodo di forte cambiamento, tra crisi post-pandemia, nuove logiche dello streaming e crescente uso dell’intelligenza artificiale. La creazione di un’“attrice” sintetica come Tilly Norwood apre interrogativi etici enormi: può un algoritmo sostituire il talento umano? Oppure, come scrive Variety, è “un insulto” anche solo definirla attrice? Quel che è certo è che, tra entusiasmi e paure, Hollywood non potrà più ignorare questa rivoluzione digitale.

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