Le italiane più pagate su OnlyFans: chi sono e quanto guadagnano davvero

Dalle dichiarazioni milionarie di Mady Gio e Tami Tsunami al caso della maestra di Treviso: dietro i guadagni record di OnlyFans si nasconde una realtà fatta di tante tasse, contributi e costi nascosti

di Redazione di Rumors.it | 31 Ottobre 2025

C’è chi la considera una rivoluzione digitale e chi la vede come l’ennesima forma di sfruttamento del corpo femminile. In ogni caso, OnlyFans è diventata una delle piattaforme più redditizie e discusse del nostro tempo. Nata nel 2016 come spazio per creator di ogni tipo, oggi muove miliardi di dollari e ha trasformato migliaia di ragazze in vere e proprie imprenditrici del desiderio.

In Italia, il fenomeno è esploso durante il lockdown, quando molte donne — influencer, modelle, ex pornostar e perfino volti televisivi — hanno scelto di monetizzare in modo diretto la propria immagine, senza intermediari né agenzie tradizionali. Alcune di loro, come Mady Gio o Tami Tsunami, hanno raccontato pubblicamente guadagni da capogiro: fino a 80.000 o addirittura 170.000 euro in un solo mese.

Dietro queste cifre da record, però, si nasconde un mondo complesso fatto di marketing personale, gestione del pubblico e un’attenzione maniacale ai contenuti. OnlyFans, per molte, non è solo un sito di adult entertainment: è un vero ecosistema economico dove si mescolano libertà, business e desiderio.

In questo articolo analizziamo chi sono le italiane più pagate su OnlyFans, quanto dichiarano davvero di guadagnare, e quali strategie le hanno portate al successo in una delle industrie digitali più controverse — e più redditizie — del decennio.

Un fenomeno milionario: perché OnlyFans è esploso anche in Italia

Nato a Londra nel 2016, OnlyFans si è imposto in pochi anni come il simbolo della creator economy legata all’intimità. Il suo meccanismo è semplice: ogni utente può abbonarsi a un profilo pagando una quota mensile, in cambio di contenuti esclusivi — foto, video, messaggi o interazioni private. Un modello diretto, senza pubblicità né intermediari, che ha rivoluzionato il rapporto tra fan e creator.

La vera esplosione è arrivata nel 2020, con il primo lockdown: milioni di persone chiuse in casa, la ricerca di connessione umana e la crisi dei lavori tradizionali hanno creato il terreno perfetto per un boom. In Italia, molte influencer e modelle hanno scoperto in OnlyFans una fonte di reddito stabile e soprattutto autonoma, libera dalle restrizioni dei social network più “mainstream” come Instagram o TikTok.

Oggi la piattaforma conta oltre 3 milioni di creator attivi e più di 200 milioni di utenti registrati a livello globale, secondo i dati forniti da Creator Advisor, agenzia OnlyFans in Italia. Nel nostro paese non esistono numeri ufficiali, ma le stime parlano di decine di migliaia di profili attivi, dai nomi più noti alle micro-creator locali che guadagnano qualche centinaio di euro al mese.

Ma il punto di forza di OnlyFans è la personalizzazione: chi paga non cerca soltanto contenuti espliciti, ma un’esperienza “su misura”, un contatto diretto, un messaggio personalizzato. È qui che le top italiane — da Mady Gio a Tami Tsunami, da Bea Secrets a Malena — hanno costruito il loro successo, mescolando sensualità, autenticità e una strategia digitale da vere professioniste del marketing.

Chi sono le italiane che guadagnano di più su OnlyFans

Stabilire con precisione chi guadagni di più su OnlyFans non è semplice. La piattaforma non pubblica classifiche ufficiali e molte creator preferiscono mantenere il riserbo sui propri incassi. Tuttavia, alcune hanno scelto di parlarne apertamente, condividendo cifre e strategie in interviste e podcast.

Dalle loro parole emerge un quadro sorprendente: guadagni che variano dai 10.000 ai 170.000 euro al mese, con enormi differenze a seconda della notorietà, della costanza e della capacità di coinvolgere i fan.

Mady Gio: la regina da 170.000 euro al mese

È lei la più citata quando si parla di guadagni record. Mady Gio, modella e gamer italiana con una fanbase internazionale, ha raccontato in un’intervista al podcast “La Zanzara” su Radio 24 di aver raggiunto i 170.000 euro nel mese migliore. In altre occasioni, come in una diretta Twitch e in un’intervista a Fanpage, ha aggiunto che alcuni fan arrivano a spendere fino a 7.000 euro al mese per contenuti personalizzati.

Il suo segreto? Una comunicazione ironica, un’immagine riconoscibile e la capacità di mescolare erotismo, lifestyle e gaming, attirando un pubblico che va ben oltre i confini italiani.

Tami Tsunami: 80.000 euro al mese e una community globale

La romana Tami Tsunami, tra le creator più seguite in Italia, ha dichiarato in un’intervista a MowMag di guadagnare fino a 80.000 euro mensili. La sua forza sta nell’interazione diretta con i fan: messaggi vocali, chat personalizzate e contenuti esclusivi che rendono ogni abbonato parte di una relazione virtuale intima e continuativa.

Tami è anche tra le prime ad aver sfruttato Telegram come canale di promozione e fidelizzazione, costruendo una community che la segue ovunque — anche fuori da OnlyFans.

Malena: dall’hard al digitale con 27.000 euro al mese

Ex attrice di film per adulti e volto televisivo, Malena ha raccontato in un’intervista a Il Corriere della Sera di aver guadagnato fino a 27.000 euro durante il lockdown, con una media stabile di circa 10.000 euro al mese.

La sua storia dimostra come OnlyFans rappresenti una nuova forma di indipendenza per chi proviene dal mondo dell’intrattenimento per adulti: meno intermediari, più controllo sull’immagine e sui ricavi.

Antonella Mosetti e le vip della nuova generazione

Anche alcuni volti noti della TV si sono avvicinati alla piattaforma. Antonella Mosetti, ex showgirl Rai e Mediaset, ha rivelato a Il Messaggero di aver ricevuto offerte fino a 10.000 euro per un singolo nudo integrale.

Accanto a lei, altre influencer come Elisa Esposito, la “prof di corsivo”, e Naomi De Crescenzo hanno condiviso con Today.it le loro esperienze su OnlyFans: la seconda ha persino raccontato di aver “comprato casa a Milano in un anno” grazie ai ricavi della piattaforma.

Bea Secrets e la nuova generazione di imprenditrici del desiderio

Tra le nuove leve, spicca Beatrice Segreti, nota come Bea Secrets, che in un’intervista a Rolling Stone Italia ha parlato di 30.000 euro al mese di guadagni.

Con uno stile più raffinato e meno esplicito rispetto alle colleghe, ha saputo posizionarsi come una “luxury creator”, puntando su eleganza, storytelling e un’estetica curata, quasi da brand di moda.

Altre star in ascesa

Nel panorama italiano emergono profili sempre più diversi, a conferma di quanto OnlyFans sia ormai un fenomeno trasversale.

La modella alternativa Riae, tra le pioniere italiane della piattaforma, ha raccontato a Vanity Fair Italia di avere fan disposti a pagare fino a 1.200 euro per una singola foto personalizzata.

Anche Coyotecute — nome d’arte della giovane creator Mia — ha dichiarato a MowMag guadagni che possono raggiungere 80.000 euro al mese, frutto di un’attività quotidiana fatta di shooting, live e interazioni costanti.

A far parlare di sé anche Elena Maraga, la maestra di Treviso finita al centro di un caso mediatico raccontato da Il Gazzettino: la donna ha spiegato di aver scelto la piattaforma per motivi economici, dichiarando di aver guadagnato in pochi mesi “più di quanto prendesse in un anno di scuola”.

Infine, nomi come Ilaria Rimoldi (nota per il “caso Gardaland”, riportato da Open Online) e Naomi de Crescenzo dimostrano che il successo su OnlyFans non richiede necessariamente fama pregressa. In molti casi, a fare la differenza sono autenticità, costanza e una strategia digitale ben pianificata — ingredienti che possono trasformare una semplice passione in una fonte di reddito stabile.

Guadagni da record e il peso delle tasse

Quando si parla dei guadagni delle top creator italiane di OnlyFans, le cifre riportate — 80.000, 100.000 o persino 170.000 euro al mese — fanno inevitabilmente notizia. Ma ciò che resta realmente in tasca dopo imposte e trattenute è molto diverso.

Innanzitutto, chi opera regolarmente deve versare le imposte sui redditi (IRPEF), che in Italia possono arrivare fino al 43% nello scaglione più alto, oltre ai contributi previdenziali INPS, che nella Gestione Separata ammontano al 26%.
Queste due voci rappresentano già oltre due terzi del reddito imponibile, incidendo in modo significativo anche sui guadagni più elevati.

A ciò si aggiunge la cosiddetta tassa etica del 25%, introdotta con la Legge di Bilancio 2024. Si tratta di un’imposta specifica per chi produce, pubblica o distribuisce contenuti pornografici o a sfondo sessuale su piattaforme digitali. L’obiettivo è quello di garantire maggiore trasparenza fiscale e contrastare l’evasione in un settore spesso sommerso.
 La tassa viene applicata sui redditi derivanti direttamente dall’attività pornografica, quindi coinvolge solo le creator che pubblicano materiale esplicito, non chi realizza contenuti glamour o non pornografici.

Quanto resta davvero: tra commissioni e costi nascosti

A tutto questo va aggiunta la commissione del 20% trattenuta da OnlyFans su ogni pagamento ricevuto. Sommando tutto — commissione piattaforma (20%), tassa etica (25% solo per contenuti espliciti), IRPEF (fino al 43%) e INPS (26%) — oltre il 70% dei ricavi può essere assorbito da imposte e trattenute.

Tradotto in cifre: su un incasso lordo di 10.000 euro, dopo la commissione di OnlyFans restano 8.000; la tassa etica riduce il totale a 6.000; sottratti IRPEF e contributi previdenziali, il guadagno effettivo può scendere fino a 3.500–4.000 euro netti.

E questo senza considerare i costi di produzione — shooting, make-up, pubblicità — e le commissioni delle agenzie di management, che trattengono dal 10% al 30% per offrire consulenza e gestione clienti.
 Il risultato è che solo una ristretta élite riesce a mantenere entrate stabili da cinque cifre mensili. Per la maggior parte delle creator italiane, OnlyFans è un lavoro a tutti gli effetti, con dinamiche imprenditoriali complesse e una pressione fiscale che lascia ben poco spazio all’improvvisazione.

Il vero prezzo del successo su OnlyFans

Dietro le luci dei guadagni da capogiro e dei numeri virali, OnlyFans racconta una realtà molto meno scintillante di quanto sembri. Le cifre record di Mady Gio, Tami Tsunami o Bea Secrets rappresentano l’eccezione, non la regola. La maggior parte delle creator italiane deve confrontarsi ogni mese con tassazione elevata, commissioni pesanti e costi di produzione che erodono gran parte dei ricavi.

Eppure, nonostante la pressione fiscale e la competizione crescente, OnlyFans rimane per molte donne una forma concreta di libertà economica e di autodeterminazione, un modo per valorizzare la propria immagine senza intermediari. È il paradosso della piattaforma: uno spazio dove si intrecciano emancipazione e mercato, indipendenza e precarietà, visibilità e vulnerabilità.

Il caso della maestra di Treviso, Elena Maraga, è emblematico: al di là dello scandalo mediatico, mostra come la piattaforma sia diventata un simbolo delle tensioni sociali contemporanee — tra morale pubblica e libertà individuale, tra privacy e diritto al guadagno. In definitiva, OnlyFans non è solo un fenomeno digitale, ma uno specchio dei tempi: racconta il bisogno di controllo sul proprio corpo, la voglia di libertà economica e la complessità di una società che ancora fatica ad accettare il successo femminile quando passa dal desiderio. Dietro ogni cifra a sei zeri, c’è una donna che si muove tra empowerment e sacrificio, tra autonomia e giudizio sociale — e forse è proprio lì, in quell’equilibrio fragile, che si nasconde la vera storia del successo su OnlyFans.

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