
Kim Kardashian torna sullo schermo con un ruolo da protagonista nel nuovo legal drama All’s Fair, disponibile su Disney+. La serie, ideata e diretta da Ryan Murphy (Nip/Tuck, Glee, American Horror Story), racconta le vicende di un gruppo di avvocate di Los Angeles decise a fondare uno studio tutto al femminile, dove diritto e passione si intrecciano in un equilibrio perfetto di glamour, empatia e potere.
Kim Kardashian torna sullo schermo di Disney+ in un ruolo inedito
Accanto a Naomi Watts, Glenn Close e Sarah Paulson, Kim interpreta Allura Grant, un’avvocata divorzista determinata, ambiziosa e dotata di una grande sensibilità. “Ho imparato che si può essere forti senza rinunciare alla vulnerabilità”, ha dichiarato la star in un’intervista, sottolineando quanto questo ruolo le abbia permesso di mostrare un lato più autentico e maturo di sé.
La Kardashian ha rivelato che aver studiato legge e preparato l’esame per diventare avvocata l’ha aiutata a calarsi perfettamente nella parte: “Capivo di cosa parlavamo, conoscevo la terminologia e sapevo cosa significava davvero lottare per la giustizia”. Un’esperienza personale che riecheggia nella sua battaglia reale per la riforma del sistema giudiziario americano.

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All’s Fair, di cosa parla la nuova serie Disney+ con Kim Kardashian
All’s Fair non è solo una serie legale, ma un racconto sulla solidarietà femminile, sulle sfide emotive e sulle battaglie interiori che ogni donna affronta. “Spero che chi guarderà la serie capisca che una donna può essere un avvocato di successo senza perdere la propria emotività”, ha aggiunto Kim.
Nella serie, Allura e le sue colleghe si trovano a gestire casi complessi di separazioni, segreti e rivalità, bilanciando carriere brillanti e vite private complicate.

All’s Fair: un cast stellare e un messaggio potente
Con Naomi Watts nei panni di Liberty Ronson, Glenn Close come mentore dello studio e Sarah Paulson in un ruolo intenso e imprevedibile, All’s Fair si presenta come una delle serie più attese dell’anno.
Murphy, noto per la sua capacità di fondere critica sociale e intrattenimento, costruisce un universo dove le donne non solo partecipano al gioco del potere, ma lo cambiano.
Kim Kardashian, oggi più consapevole e determinata che mai, chiude con una riflessione che suona come un manifesto: “Non importa se abbiamo le stesse opportunità o no, andrò avanti e farò ciò che è necessario. Possiamo farcela, anche se la realtà è più dura per noi.”

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All’s Fair: anatomy of style
In All’s Fair vediamo Kim Kardashian, Naomi Watts, Glenn Close e Sarah Paulson muoversi tra faldoni, luci calde e interni che sembrano redazioni di moda.
Il loro potere non è solo scritto nei dialoghi si legge nei tessuti, nei tagli e nei colori.
La costumista Lou Eyrich, storica collaboratrice di Ryan Murphy, ha costruito per ciascuna protagonista un guardaroba che riflette la psicologia del personaggio: rigore, empatia, seduzione e lucidità.
L’ispirazione arriva dal minimalismo anni ’90 di Armani, Donna Karan e Calvin Klein, ma reinterpretato in chiave contemporanea, con silhouette più morbide e materiali che rispondono al movimento del corpo.
La palette si muove tra sabbia, moka, champagne e nero satinato, con incursioni di rosso vino e acciaio lucido nelle scene di conflitto.
Ogni fibra racconta uno stato d’animo: la seta alleggerisce i momenti di tensione, il tweed restituisce stabilità, il raso rivela la vulnerabilità nascosta dietro l’autorità.
Curiosità: Kim Kardashian ha contribuito personalmente alla definizione del suo stile on screen, inserendo elementi tratti dal suo guardaroba reale, camicie di seta avorio, trench oversize, gioielli lineari per mantenere una connessione autentica con la sua figura pubblica.
In All’s Fair, il tailleur diventa una dichiarazione di equilibrio, una nuova grammatica del potere in cui la forza non si impone, ma si affina.
All’s Fair, tailleur therapy: la nuova grammatica del potere
Gli outfit di All’s Fair non servono solo a definire un’estetica: costruiscono la psicologia delle protagoniste.
Il guardaroba diventa un’estensione delle emozioni, un linguaggio che traduce ambizione, vulnerabilità e desiderio di controllo.
I colori neutri raccontano stabilità e fiducia in sé; i rossi profondi, la volontà di affermarsi; i neri satinati, la capacità di difendere la propria posizione con lucidità.
Ogni dettaglio sartoriale è un frammento narrativo: la scelta di un bottone, la piega di una manica, il taglio del colletto. Da stylist, colpisce la precisione psicologica con cui la serie comunica il grado di potere attraverso la forma e la materia. In All’s Fair, vestirsi bene non è vanità, ma una strategia emotiva: un modo per governare lo spazio, per parlare senza parole, per esistere con eleganza.
Consulente d’immagine / Stylist Gloria Contrafatto
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