
È il giorno dell’addio a Ornella Vanoni, scomparsa a 91 anni. A Milano, la città dove ha vissuto e lavorato per decenni, fan, artisti e autorità si sono riuniti per accompagnarla nel suo ultimo viaggio. Nel pomeriggio, la chiesa di San Marco, nel cuore di Brera, si riempie di volti noti e persone comuni arrivate per darle un addio che sa di gratitudine e appartenenza. Il feretro, in una bara color noce, entra tra gli applausi e il silenzio rispettoso di chi l’ha amata come voce e come presenza, simbolo di una città e di un certo modo di vivere la musica italiana.
Fazio e Littizzetto in lacrime: l’addio più difficile a Ornella Vanoni
Camera ardente Ornella Vanoni: Milano in fila per l’addio
All’interno della chiesa, l’atmosfera è composta ma intensa. Attorno alla bara spiccano i fiori gialli, colore a lei caro, con al centro un cuscino di rose a forma di cuore: sul nastro verde c’è scritto solo “Gino”, l’omaggio di Gino Paoli, compagno di vita e amico di sempre. Le panche sono occupate, le navate affollate, mentre la celebrazione procede tra momenti di preghiera e musica. La sensazione è quella di un rito necessario, in cui il dolore si mescola al riconoscimento di ciò che Ornella ha rappresentato per il pubblico e per chi, sul palco o dietro le quinte, ha condiviso pezzi di strada con lei.
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Ospiti e volti dello spettacolo ai funerali di Ornella Vanoni: chi c’era a salutarla
In chiesa si riconoscono molti nomi della musica e della televisione. Gianna Nannini prende posto accanto a Roberto Vecchioni, visibilmente coinvolta: uscendo dalla camera ardente, aveva parlato di Ornella come di una donna “rivoluzionaria nell’allegria”. Fabio Fazio arriva con Luciana Littizzetto, ci sono Franco Mussida, Ron, la giornalista Stella Pende, i vertici del Piccolo Teatro Lanfranco Li Cauli e Claudio Longhi. Non mancano le istituzioni: il presidente del Senato Ignazio La Russa, la ministra Anna Maria Bernini, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, l’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi. Accanto a loro, Geppi Cucciari, Serena Dandini e tanti altri volti che negli anni l’hanno incontrata su palchi, set, studi televisivi.

Nella foto: il nipote Matteo saluta il feretro. Foto di Francesco Enriquez/ IPA
Ricordi e testimonianze al funerale
Il funerale arriva dopo ore di omaggio continuo alla camera ardente allestita al Piccolo Teatro Grassi. Dalle 10 del mattino il flusso dei milanesi è ripreso senza sosta, con cittadini, artisti e amici che si sono messi in fila per un saluto diretto. Caterina Caselli ha parlato di lei come di una “immensa interprete” e di una donna libera e curiosa, mentre l’attore Paolo Rossi, uscendo in lacrime, è riuscito a dire solo poche parole. Il sindaco Beppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata, sottolineando quanto Ornella Vanoni fosse intrecciata con l’identità culturale di Milano.
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Messaggi e omaggi: la voce di Ornella oltre la cerimonia
Parallelamente al funerale, gli omaggi continuano ad arrivare anche da chi non è presente fisicamente. Adriano Celentano, sui social, l’ha ricordata come “libera, simpatica, intelligente, con una voce eternamente unica”. Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti e sua grande amica, ha confessato la difficoltà di immaginare Ornella “ferma” in una bara, sottolineando quanto la sua energia fosse sempre in movimento. Sono parole che si sommano ai canti, ai fiori e al raccoglimento di oggi, trasformando la cerimonia in qualcosa che va oltre il rito.
E allora, davanti a questa chiesa piena e a un dolore così condiviso, la domanda è inevitabile: quanto a lungo continueremo a sentire la presenza di Ornella Vanoni nelle storie, nella musica e nella memoria collettiva di questo Paese?














