Stai mettendo in pericolo tuo figlio con questa diffusa abitudine: i pediatri lanciano l'allarme

L’allarme dei pediatri, con questa abitudine molto diffusa si mettono in pericolo i figli: cosa c’è da sapere.

di Redazione di Rumors.it | 1 Dicembre 2025
L'allarme dei pediatri: l'abitudine che mette a rischio la salute di tuo figlio - Rumors.it

In un momento storico in cui la tecnologia permea ogni aspetto della vita quotidiana, la relazione tra i minori e gli strumenti digitali continua a suscitare preoccupazioni crescenti.

Recentemente, a Palazzo Madama, su iniziativa del senatore Marco Meloni, si sono tenuti gli Stati generali della pediatria, un importante appuntamento che ha visto confrontarsi pediatri, psicologi, istituzioni e rappresentanti dei media e delle piattaforme digitali, con l’obiettivo di aggiornare e rinnovare le linee guida sull’uso della tecnologia da parte dei bambini e degli adolescenti.

Le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria

La Società Italiana di Pediatria (Sip) ha pubblicato un nuovo vademecum per i genitori, frutto di una revisione sistematica di oltre 6.800 studi internazionali, di cui 78 sono stati selezionati per definire gli aggiornamenti scientifici più rilevanti. Questo documento riflette gli effetti documentati dell’uso di smartphone, tablet, social media e console di gioco sul benessere fisico, cognitivo, emotivo e relazionale dei minori.

Dati recenti confermano come il tempo trascorso davanti agli schermi influenzi negativamente la salute cardiovascolare, il corretto sviluppo cognitivo, il sonno, e la salute mentale, oltre a favorire l’insorgenza di obesità, dipendenze digitali, cyberbullismo e problemi di vista. Di fronte a questi rischi, la Sip ha elaborato nuove indicazioni rivolte a famiglie, scuole e operatori sanitari, per promuovere un uso equilibrato e consapevole della tecnologia, commisurato alle diverse fasi di crescita.

Tra le principali raccomandazioni spicca l’invito a rinviare l’introduzione degli smartphone almeno fino ai 13 anni, e a limitare l’accesso ai social media fino ai 18 anni, nonostante la legge li consenta prima. Questa precauzione mira a tutelare lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale, evitando un’esposizione precoce che può compromettere attenzione, apprendimento e regolazione emotiva.

Si sottolinea inoltre l’importanza di evitare l’uso di dispositivi digitali durante i pasti e nelle ore che precedono il sonno, poiché la luce blu emessa da smartphone e tablet interferisce con i ritmi circadiani, aggravando i disturbi del sonno nei bambini. La promozione di attività all’aria aperta, la lettura, lo sport e il gioco creativo sono elementi fondamentali per compensare il tempo passato sugli schermi, stimolando uno sviluppo armonico e salutare.

Ragazzo libro smartphone

L’uso prolungato degli smartphone danneggia gli adolescenti – Rumors.it

Supervisione costante, dialogo aperto e strumenti di controllo rappresentano la chiave per accompagnare i minori nell’uso della tecnologia, prevenendo l’esposizione a contenuti inappropriati e riducendo i rischi associati. In particolare, si raccomanda che l’accesso a internet sia sempre monitorato fino al raggiungimento di un’età adeguata.

Il presidente della Sip, Rino Agostiniani, ha evidenziato come “[…] Ogni anno in più senza smartphone rappresenti un investimento nella salute dei bambini. L’età pediatrica è un periodo di straordinaria vulnerabilità e crescita: il cervello si forma e si riorganizza continuamente durante l’infanzia e l’adolescenza. Un’eccessiva stimolazione digitale precoce può compromettere importanti funzioni cognitive ed emotive”.

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Anche Elena Bozzola, coordinatrice della Commissione Dipendenze Digitali della Sip, ha richiamato l’attenzione sui danni legati all’uso eccessivo degli schermi: “Nei bambini sotto i tredici anni, l’eccesso di tempo trascorso davanti a dispositivi digitali è correlato a ritardi nel linguaggio, difficoltà di attenzione e disturbi del sonno. Negli adolescenti, invece, si osservano un aumento dell’ansia, isolamento sociale, dipendenza dai social e una perdita di autostima”.

Queste considerazioni confermano l’urgenza di adottare politiche e strategie educative che pongano al centro il benessere dei più giovani, evitando che abitudini diffuse ma insidiose mettano a rischio la loro salute e il loro sviluppo integrale.

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