il "metodo conti"

La frecciatina ironica di Fiorello a Carlo Conti: “Ha scelto solo cantanti con nomi corti”

Fiorello accende La Pennicanza con una serie di gag su Sanremo 2026, prendendo di mira Carlo Conti e i suoi “nomi corti”. Tra frecciate, imitazioni e sketch surreali, lo showman domina la scena e scatena il web

di Redazione di Rumors.it | 2 Dicembre 2025
Foto: Collage

Fiorello e Fabrizio Biggio inaugurano la settimana a La Pennicanza commentando, tra ironia e provocazioni, l’annuncio ufficiale dei Big di Sanremo 2026 fatto da Carlo Conti al TG1. L’elenco dei 30 artisti ha già acceso il dibattito pubblico, tra entusiasmo, sorprese e critiche feroci. E come sempre, quando Fiorello prende la parola, la conversazione diventa uno show imprevedibile, fatto di battute taglienti, imitazioni surreali e una capacità unica di leggere l’attualità attraverso la lente dell’umorismo.

La scelta di Carlo Conti e il cast di Sanremo 2026

Foto: Marco Provvisionato/MDPhoto / IPA

Domenica 30 novembre, Carlo Conti ha annunciato in diretta al TG1 i 30 Big scelti per il Festival di Sanremo 2026, selezionati tra oltre 270 brani ricevuti nelle ultime settimane. Una lista che mescola pop, urban, cantautorato, rap, elettronica e indie, confermando la linea editoriale già seguita dal direttore artistico nell’edizione precedente: ampio spazio alle nuove generazioni, senza rinunciare a nomi iconici.
Tuttavia, sui social non si sono fatte attendere le critiche: qualcuno lamenta la presenza di artisti “sconosciuti”, altri contestano l’assenza di alcuni nomi dati per certi. Nel frattempo, Fiorello coglie l’occasione per trasformare il cast in puro materiale comico.

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Fiorello attacca: “Carlo Conti è subdolo, ha scelto solo nomi corti!”

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All’indomani dell’annuncio, Fiorello si scatena a La Pennicanza, prendendo in giro Conti con una delle sue frecciatine destinate a diventare virali. “Carlo Conti è subdolo: dei cantanti non gliene importa niente, delle canzoni ancora meno. Lui deve andare veloce! Raf, Nayt, LDA, Luché, Sayf… Ha preso solo nomi corti!“.
La battuta gioca proprio sul ritmo incalzante del Festival e sull’apparente “praticità” delle scelte del direttore artistico. Un commento ironico ma perfettamente nel solco della tradizione: quando Fiorello incontra Sanremo, il sarcasmo trova la sua linea perfetta.

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Il “metodo Conti”: la teoria satirica di Fiorello

Fiorello non si ferma: nella puntata spiega anche quello che, secondo lui, sarebbe il “metodo Conti” per selezionare il cast. Per lo showman, la logica è semplice: nomi brevi per rendere la presentazione più rapida e far scorrere le serate senza tempi morti.
In mezzo alle battute, arriva anche una stoccata affettuosa ai grandi esclusi: “Io devo spezzare una lancia per i Jalisse… 29 anni che non li prendono. Sono un po’ i Matteo Renzi della canzone italiana“.
La loro assenza, diventata ormai una gag nazionale, è l’ennesima occasione per alleggerire il clima e sottolineare come il Festival continui a essere, nel bene e nel male, il più grande show italiano.

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Il (finto) Presidente Mattarella interviene su Sanremo

Tra imitazioni e collegamenti surreali, arriva uno dei momenti più memorabili: il finto collegamento con il Presidente Sergio Mattarella. Fiorello, nei panni del Capo dello Stato, commenta così la lista dei Big:
“Io conosco solo Patty Pravo. Negli anni ’80 si beveva Mateus e si mangiavano pennette al salmone… Ora vedo nomi come LDA, che sembra una pasticca per la pressione, e Samurai Jay, che pare una marca di stuzzicadenti!” e conclude con la previsione di vittoria: “Chi vincerà? Patty Pravo! Viva Sanremo, viva Carlo Conti e viva Mameli!“.

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Foto: Ufficio stampa Rai

Dopo l’annuncio del cast di Sanremo 2026, il dibattito online si è acceso, con commenti sia positivi che negativi. Di fronte alle critiche ricevute online, Carlo Conti mantiene il suo stile sobrio e preciso. Intervistato da RTL 102.5, spiega di non seguire i social e ribadisce che il suo compito è rappresentare la musica italiana in tutte le sue forme. “Il Festival deve riflettere ciò che il Paese ascolta oggi“, sottolinea, parlando dell’importanza di mescolare generazioni e stili diversi. Conti ammette anche la fatica delle selezioni e spera di aver avuto “un buon fiuto”, ricordando che alla fine sono le canzoni a fare Sanremo, più dei nomi in gara.

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