Incontri indimenticabili

Il cast di Avatar: Fuoco e cenere ci scoperchia il vaso di Pandora

Il cast di Avatar: Fuoco e cenere ha presentato a Milano il nuovo capitolo della saga di James Cameron, tra riflessioni sul cinema di oggi e il cinema che verrà

di Ariel Conta | 11 Dicembre 2025
Foto: Ufficio stampa

In vista dell’uscita di Avatar: fuoco e cenere, terzo capitolo della saga fantascientifica creata e diretta da James Cameron, si è tenuto  presso l’Hotel Principe di Savoia l’incontro stampa con gli attori Sam Worthington, Stephen Lang, Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss eJack Champion. Definito da James Cameron come un film “adolescenziale”, questo nuovo tassello del franchise getta nuova luce sul pianeta dei Na’Vi, allargando il discorso sui rapporti tra tecnologia e ambiente, tra Io e l’Altro, conosciuto ed estraneo: un discorso iniziato col primo film, con una carica spettacolare che non accenna ad esaurirsi. 

Avatar: Fuoco e cenere all’Hotel Principe di Savoia: la natura al centro

Entrando nella sala conferenze dell’Hotel Principe di Savoia, lo sguardo è immediatamente calamitato verso il soffitto: lampadari in cristallo luminosi come soli sono disposti lungo la volta affrescata, a creare un vero e proprio cielo in una stanza. Attraverso le frasche dipinte si spia l’azzurro sintetico realizzato in pennellate celesti, un inganno visivo capace di trasformare l’artificio in natura (e viceversa).

Il luogo ideale per ospitare la conferenza stampa di Avatar: fuoco e cenere, terzo capitolo di una saga che dal 2015 riesce con ogni film a portare masse di spettatori di nuovo in sala – un’impresa non da poco nell’epoca delle piattaforme e dello streaming. Impresa che, tuttavia, Cameron compie con sempre maggiore naturalezza, esplorando il mondo di Pandora con inesauribile curiosità e meraviglia. 

“Il nostro lavoro è recitare, è dire la verità. La tecnologia che viene utilizzata non è un ostacolo in tal senso. La macchina da presa e gli effetti speciali vengono dopo. Anzi, quando lavori con la tecnologia performance capture sei più concentrato”, spiega Worthington, che dal primo film veste i panni del marine (diventato Na’vi) Jake Sully: “è un processo intimo, ci sei solo tu con la tua verità”.

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Foto: Ufficio stampa

Avatar: Fuoco e cenere, un film da vedere

Avatar: Fuoco e cenere? È un cine-must!” ha scherzato Trinity Jo-Li Bliss, definendo l’ultima fatica di Cameron come un “attacco per i sensi e le emozioni, un film viscerale che aggredisce lo spettatore”, innescando un dialogo che ha messo a confronto la generazione Z – rappresentata da Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss e Jack Champion, che nel film interpretano Tuktirey, Tsireya e Spider – con quella esemplificata dai più maturi Stephen Lang e Sam Worthington, portatori di un gusto cinefilo che non hanno esitato a condividere con le nuove leve della settima arte, insieme a qualche segreto del mestiere.

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Foto: Ufficio stampa

Essere villain in un mondo di eroi: il caso Avatar

“Ogni villain è l’eroe della sua storia. Devi amare odiarlo e devi odiare te stesso per amarlo” ha affermato Lang, che nel film interpreta lo spietato colonnello Miles Quaritch. Un intervento che lo ha portato a sbottonarsi sul suo metodo attoriale, che vede nella ricerca della motivazione che muove il personaggio una bussola accuratissima per creare eroici villain.

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Stephen Lang e l’Italia

Ed è stato proprio l’interprete di uno dei villain più iconici di questo ventunesimo secolo ad ottenere il plauso della sala, con un accorato appello alla cultura cinematografica italiana: “Alcuni film della storia del cinema sono delle pietre miliari, pensiamo a Lawrence d’Arabia o a Via col vento, film che ti spingono a vederli al cinema. L’Italia è uno dei centri del cinema, se non il centro del cinema – basti pensare a Fellini, Antonioni, Visconti, ma anche a Giulietta Masina, Marcello Mastroianni… Io sono cresciuto guardando il cinema italiano, quindi è commovente per me portare Avatar: fuoco e cenere in questo splendido Paese, davanti a un pubblico che ne sa così tanto di cinema” ha affermato Stephen Lang, seguito da uno scroscio di applausi da parte di publico e colleghi. 

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Foto: Ufficio stampa
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