Divo iconico

Peter Greene trovato morto in casa a New York: l’attore di Pulp Fiction e The Mask aveva 60 anni

Indimenticabile volto dei villain del cinema anni ’90, interpretò Zed nel film cult di Quentin Tarantino. Non si sospetta alcun episodio doloso

di Filippo Piervittori | 13 Dicembre 2025
Foto: Ufficio stampa

Peter Greene, attore statunitense simbolo del cinema cult anni Novanta, è stato trovato morto nel suo appartamento nel Lower East Side di New York. Aveva 60 anni. La notizia è stata confermata dal suo storico manager Gregg Edwards al New York Post.

Secondo quanto riferito dalla polizia, Greene è stato rinvenuto privo di sensi nella sua abitazione di Clinton Street intorno alle 15:25 di venerdì ed è stato dichiarato morto sul posto. Le autorità hanno precisato che non si sospetta alcun episodio doloso; le cause del decesso saranno accertate dal medico legale.

Peter Greene trovato morto a New York: cosa è successo

Il decesso dell’attore è avvenuto nella sua casa di Manhattan, dove viveva da tempo. La polizia di New York ha escluso fin da subito ipotesi di violenza o intrusioni. Al momento non sono state rese note informazioni su eventuali patologie pregresse, e ogni chiarimento sarà demandato agli esami autoptici.

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Zed in Pulp Fiction e i ruoli da cattivo che lo hanno reso iconico

Il volto di Peter Greene è rimasto impresso nell’immaginario collettivo per il ruolo di Zed, la disturbante guardia giurata di Pulp Fiction (1994). Una delle figure più inquietanti del film di Quentin Tarantino, diventata simbolo del lato più oscuro del cinema anni ’90.

Negli stessi anni Greene si affermò come uno dei villain più riconoscibili di Hollywood, interpretando il mafioso Dorian Tyrell in The Mask accanto a Jim Carrey e Cameron Diaz, e il contrabbandiere Redfoot ne I soliti sospetti. Personaggi brevi ma potentissimi, capaci di lasciare un segno duraturo nel pubblico.

Foto: Ufficio stampa

Le parole del manager: “Uno dei più grandi attori della sua generazione”

A ricordarlo è stato il suo manager di lunga data, Gregg Edwards, che ha parlato di un artista complesso ma straordinario. “Era davvero uno dei più grandi attori della nostra generazione. Aveva un cuore immenso ed era un perfezionista assoluto. Voleva che ogni interpretazione fosse semplicemente perfetta”.

Nonostante la reputazione di attore difficile, chi ha lavorato con lui ha sempre riconosciuto una dedizione totale ai ruoli e una rara intensità espressiva.

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La carriera di Peter Greene e i film più importanti

Nel corso della sua carriera Peter Greene ha recitato in circa 95 film, muovendosi tra grandi produzioni hollywoodiane e cinema indipendente. Tra le sue interpretazioni più apprezzate dalla critica spicca Clean, Shaven (1994), in cui vestiva i panni di un uomo affetto da schizofrenia alla disperata ricerca della figlia scomparsa, ruolo considerato da molti il vertice della sua carriera.

Negli ultimi anni aveva continuato a lavorare con costanza: i suoi ultimi film, Cold Betrayal e The Mick and the Trick, sono usciti nel 2024. A gennaio avrebbe dovuto iniziare le riprese del thriller indipendente Mascots, al fianco di Mickey Rourke.

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La vita privata, la dipendenza e il tentato suicidio

Nato a Montclair, nel New Jersey, Peter Greene aveva raccontato apertamente anche il lato più oscuro della sua vita. Scappato di casa a 15 anni, visse per strada a New York entrando nel giro della droga e dello spaccio. In un’intervista del 1996 alla rivista Premiere parlò della sua dipendenza da cocaina ed eroina e di un tentato suicidio avvenuto pochi mesi prima.

La recitazione arrivò quasi per caso, come via di fuga: per sottrarsi ai pericoli della strada si rifugiò nei teatri off-off di Manhattan, dando inizio a una carriera segnata da talento puro e fragilità profonde. “Ha combattuto i suoi demoni”, ha ricordato Edwards, “ma li ha anche vinti”.

Un volto cult del cinema anni Novanta

Peter Greene non è mai stato una star mainstream, ma è stato uno di quegli attori capaci di lasciare un’impronta indelebile anche con poche scene, grazie a uno sguardo glaciale e a un’intensità rara. Con la sua morte, il cinema perde uno dei suoi volti più inquieti, autentici e iconici.

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