
Domenica 21 gennaio Roberto Benigni è stato ospite di Che Tempo Che Fa, programma condotto da Fabio Fazio, regalando al pubblico un intervento intenso, diretto e profondamente umano. L’attore ha scelto di agganciarsi all’attuale scenario geopolitico mondiale per esprimere un pensiero netto sulla guerra, definendola senza mezzi termini “una volgarità immensa”, e rifiutando qualsiasi tentativo di renderla accettabile o “umanizzabile”. Un discorso che ha colpito per chiarezza e forza morale, in linea con una sensibilità che Benigni ha sempre portato anche nella sua carriera artistica.
Roberto benigni si esprime: “La guerra non va umanizzata, va abolita”
Nel suo intervento, Benigni ha preso una posizione chiarissima contro l’idea di umanizzare i conflitti armati. Per l’attore non esiste una guerra “più gentile” o “meno crudele”: la guerra resta la cosa più disumana che esista. Citando l’Articolo 11 della Costituzione italiana – “L’Italia ripudia la guerra” – Benigni ha sottolineato come questo principio dovrebbe essere adottato da tutti i paesi del mondo. Un pensiero coerente con il messaggio che attraversa anche “La vita è bella“, il film che lo ha consacrato a livello internazionale, dove l’orrore della guerra e dell’olocausto viene raccontato attraverso lo sguardo dell’innocenza, proprio per smascherarne tutta la brutalità.

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Roberto Benigni scuote il pubblico: “Le armi dovrebbero essere messe in un museo”
Tra i passaggi più forti e applauditi della serata, Roberto Benigni ha immaginato un mondo in cui le armi vengano chiuse nei musei, esposte come strumenti di tortura e non più come simboli di potere. Un’immagine potente, quasi teatrale, che ha colpito il pubblico per la sua semplicità disarmante. L’attore ha criticato duramente l’idea delle cosiddette “armi intelligenti” e dei tentativi di rendere la guerra meno crudele, definendoli un paradosso inaccettabile. Per Benigni, non esiste una guerra giusta o più umana, perché la guerra stessa è una degenerazione morale. Un messaggio che, tra ironia amara e indignazione civile, ha trasformato il suo monologo in un vero manifesto contro la violenza istituzionalizzata.
Europa e democrazia, Benigni e la critica a Trump e a Musk
Durante la serata, Benigni ha espresso una critica decisa anche verso Donald Trump ed Elon Musk, parlando del pericoloso intreccio tra potere politico ed economico. Secondo l’attore, entrambi temono l’Europa perché rappresenta ancora oggi l’ultimo grande baluardo di democrazia e diritti. Benigni ha difeso con forza l’idea di un’Europa unita, federata e forte, denunciando i tentativi di dividerla secondo la logica del “divide et impera”. Per lui, solo un’Europa compatta può essere una vera garanzia di pace e rappresentare una potenza culturale e politica capace di incidere sul futuro del mondo.

L’incontro con Papa Leone XIV: “Un’emozione indimenticabile”
Nel corso della puntata, Benigni ha anche raccontato con grande emozione il suo incontro con Papa Leone XIV. L’attore lo ha descritto come una figura di straordinaria gentilezza e semplicità, capace di parlare a tutti e di dare voce a chi soffre. A colpirlo particolarmente è stata l’umanità del Pontefice: le mani tremanti, il cuore che batteva forte, l’emozione autentica di chi vive profondamente il proprio ruolo. Un incontro che Benigni ha definito profondo e toccante, simbolo di una sensibilità che oggi, più che mai, sente il bisogno di farsi sentire.
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