Tra vita e fiction

“Avevo proposto di far morire Don Massimo”: Raoul Bova e l’idea di lasciare Don Matteo dopo lo scandalo

Raoul Bova racconta di aver pensato di lasciare Don Matteo dopo lo scandalo mediatico, arrivando a proporre l’uscita di scena di Don Massimo per tutelare la serie

di Redazione di Rumors.it | 2 Gennaio 2026
Foto: Instagram @raoulbovagram

La frase è forte, quasi spiazzante, e arriva direttamente dalla voce roca di Raoul Bova. Dopo lo scandalo mediatico che lo ha travolto nelle ultime settimane, l’attore ha confessato di aver seriamente pensato di lasciare Don Matteo, arrivando persino a proporre un’uscita di scena drastica per il suo personaggio. “Avevo proposto di far morire Don Massimo”, ha rivelato senza giri di parole in un’intervista a TV Sorrisi e Canzoni, riaccendendo il dibattito attorno alla fiction più amata della Rai. Una confessione che arriva in un momento molto delicato, che lo ha spinto a interrogarsi sul proprio ruolo all’interno di una serie simbolo come Don Matteo.

Raoul Bova e il peso dello scandalo su Don Matteo

La quindicesima stagione di Don Matteo è pronta a tornare su Rai 1 a partire dall’8 gennaio, ma il clima attorno alla serie è stato inevitabilmente influenzato dal clamore mediatico che ha coinvolto il suo protagonista. Bova non lo nasconde e affronta l’argomento con grande lucidità: “Quando è successo quello che sappiamo, ho convocato i produttori per capire cosa fosse meglio fare”.

Il timore dell’attore non era tanto per la sua carriera, quanto per la credibilità del personaggio di Don Massimo, un sacerdote chiamato a incarnare valori di giustizia, ascolto e perdono. “Se pensate che, con la mia vita personale, stia facendo del male a una fiction così amata, ditemelo e mi faccio da parte”, avrebbe detto ai produttori. Una posizione netta, che dimostra quanto Bova senta il peso simbolico del ruolo che interpreta.

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Chi è Don Massimo, il personaggio intepretato da Raoul Bova

L’ingresso dell’attore romano sul set di Don Matteo è avvenuto durante la tredicesima annata della serie, nei panni dell’aitante Don Massimo: un ex carabiniere che, in seguito a un trauma che ha lasciato cicatrici profonde, ha deciso di intraprendere un percorso di guarigione spirituale. Via l’uniforme, sì alla toga: un cambio di passo per Bova, che abbiamo conosciuto come incorreggibile rubacuori dentro e fuori lo schermo. Dai ruoli interpretati in gioventù per la regia di Federico Moccia – Scusa ma ti chiamo amore, Scusa ma ti voglio sposare – fino ai più plumbei personaggi di fiction quali Buongiorno, mamma, Bova si è sempre trovato a vestire i panni del romantico malinconico e sognatore, dagli occhi lucidi e il petto in affanno. Da qualche anno a questa parte è invece un prete in motocicletta, entrato in scena proprio quando Don Matteo è stato misteriosamente rapito da degli uomini a bordo di un furgone. Don Massimo, insomma, è simbolo della possibilità di cambiar vita e ricominciare, espressione di una resilienza mai sommersa dalla fiumana dello scandalo mediatico scatenatosi nel passato recente dell’attore.

“Avevo proposto di far morire Don Massimo”

La rivelazione più forte arriva proprio quando l’attore racconta di aver ipotizzato un’uscita di scena definitiva. “Avevo persino proposto di far morire improvvisamente Don Massimo per uscire di scena”, confessa. Una scelta estrema, pensata per tutelare la serie e il suo pubblico, più che se stesso.

Parole che sorprendono, soprattutto perché Don Matteo è da sempre una fiction familiare, rassicurante, seguita da milioni di telespettatori. E proprio per questo, Bova ha sentito il dovere di confrontarsi apertamente con la produzione, senza nascondersi dietro silenzi o strategie difensive.

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La risposta della produzione e il sostegno del cast di Don Matteo

La reazione della produzione è stata immediata e chiara. A Bova è stato chiesto se avesse commesso qualcosa di illecito. “Se hai fatto qualcosa di illecito, diccelo subito così troviamo un modo giusto per andare avanti”, gli sarebbe stato detto. La risposta dell’attore è stata netta: no. Da lì, la decisione condivisa di proseguire il lavoro con serenità.

Sul set, racconta Bova, non ha mai percepito giudizio o freddezza. Anzi. “Ho avuto il supporto di tutti”, spiega. Una solidarietà che affonda le radici nella filosofia stessa della serie, spesso incentrata su temi come l’errore, il perdono e la possibilità di redenzione.

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Raul Bova: “Don Matteo parla di peccato e perdono”

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda proprio il senso profondo della fiction. “Nella serie parliamo spesso di peccato, di persone che possono sbagliare”, riflette Bova. “Se l’attore che ha sbagliato non venisse perdonato, ci contraddiremmo”.

Un pensiero condiviso anche dal resto del cast, che l’attore definisce una vera e propria famiglia. Nomi storici come Nathalie Guetta, Francesco Scali e Pietro Pulcini non hanno mai mostrato pregiudizi o distacco, nemmeno nei momenti più difficili. “Stiamo nove mesi sul set, quasi tutti i giorni a stretto contatto. Conosciamo i problemi di ciascuno e ci diamo consigli”, racconta.

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Il futuro di Don Massimo resta un’incognita

Nonostante la conferma della nuova stagione, Bova lascia aperta una porta sul futuro: “Se ci sarà Don Matteo 16? Non so se ci sarà Don Massimo…”. Una frase che suona come una sospensione, più che come un addio, ma che alimenta inevitabilmente la curiosità dei fan.

Quel che è certo è che, dietro le quinte di una delle fiction più amate d’Italia, si è consumato un momento di grande fragilità e responsabilità personale. E forse, proprio per questo, la storia di Raoul Bova e di Don Massimo oggi appare più umana, complessa e reale che mai.

Don Matteo-Raoul Bova Terence Hill
Foto: Fabio Lovino / Lux Vide
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