
Segnatevi la data: dal 9 gennaio sarà disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW Gomorra – Le origini, la nuova serie diretta da Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio che si tuffa alla scoperta del passato di personaggi che ormai hanno fatto la storia del cinema e della serialità italiane. In occasione del lancio dell’attesissimo prequel, si è tenuta a Roma la conferenza stampa in presenza di produttori, autori, regista e cast, che hanno intessuto un lungo dialogo sull’eredità di una serie che sembra espandersi a ogni nuova messa in onda. La serie debutterà coi primi due episodi su Sky Atlantic il 9 gennaio. Dal venerdì successivo andrà su Sky e NOW con un nuovo episodio a settimana, fino al 6 febbraio.
Il fenomeno Gomorra
Ora nelle mani di Marco D’Amore, che nella serie ha interpretato Ciro Di Marzio, Gomorra è un titolo che lega a sé i nomi più grandi del cinema (di genere e non solo) del nostro presente. Già Matteo Garrone, l’acclamato regista di Io capitano, in nomination agli Oscar 2024, aveva fatto una prima versione per il cinema nel 2008. Dalla sala cinematografica al salotto di casa: nel 2014 Gomorra diventa infatti una serie televisiva, con la firma, tra gli altri, del grandissimo Stefano Sollima (Soldado, Adagio).
È con Sollima che la serie inizia a occupare un posto fisso nel discorso pop collettivo, portando nel genere crime una nuova etica della violenza, la cui impronta è rinvenibile ancora oggi: con Sollima, infatti, la violenza non obbedisce più a un ordine di causa-effetto, ma è un virus che ammala l’intero organismo urbano. La violenza diventa insomma una grammatica da apprendere, pena l’espulsione dal sistema: un concetto che ha superato la barriera del genere, diventando un nodo fondamentale anche nell’horror contemporaneo all’italiana: pensiamo a Piove di Paolo Strippoli e a Mimì – Principe delle tenebre di Brando De Sica.
A Sollima è succeduto D’Amore, con il film spin-off L’immortale, in concorso al Noir in Festival 2019. Battuta d’inizio di un cinema dal marcato interesse psicologico, cui nel 2024 segue Caracas, film in cui D’Amore si auto-dirige al fianco di Toni Servillo. Prende così forma un autore votato a (de)costruire i personaggi nell’atto della loro stessa (auto)distruzione, processo che rende D’Amore una figura fondamentale per ampliare il mondo narrativo di Gomorra.
Gomorra – Le origini: il regista Marco D’Amore e il suo iniziale “no”
Forse qualcuno rimarrà stupito, ma Marco D’Amore non ha subito accettato la proposta di girare la nuova serie di Gomorra, a causa del “devoto amore” che nutre per il progetto. La preoccupazione di D’Amore era semplice: che non ci fosse rimasto più nulla da dire. Una preoccupazione che è stata smentita dall’incontro con due degli autori della serie, Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli. Riccardo Tozzi, produttore della serie, alla domanda su come ha reagito al no di Marco risponde così: “[a dirigere lo spin-off, ndr] doveva essere qualcuno di organico allo spirito di Gomorra, che conoscesse tutta la storia, perché anche se è un prequel ci sono una serie di riferimenti e connessioni che ogni volta che scattano è una corda che suona. […] Era fondamentale che oltre a Leonardo e Maddalena ci fosse un regista come Marco”.
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Gomorra – Le origini: la trama. La storia prima della storia
Se Gomorra racconta le vicende dei clan camorristici di Seconsigliano nella Napoli di oggi, tra potere, criminalità e asfalto, Gomorra – Le origini porta l’orologio indietro di mezzo secolo, per camminare al fianco di un giovanissimo Pietro Savastano (interpretato qui da Luca Lubrano) mentre compie i primi passi nel mondo della criminalità. “Di primo acchito l’idea di rimettere le mani su Gomorra ci ha terrorizzato, ma da subito abbiamo capito che c’era un’idea, una storia, e il resto è venuto: la narrazione, il cast, gli ambienti, la scenografia. […] È un racconto completamente diverso con un’identità molto precisa, che appartiene all’universo Gomorra ma con una particolarità molto forte di linguaggio e di tono” ha spiegato Tozzi.
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La sfida più complessa? Tornare alla Napoli del ’77
Tuttavia, oltre alla difficoltà di rimettere mano a una serie e a dei personaggi così tanto amati, gli autori della serie si sono scontrati con la complessità di ricreare, oggi, la Napoli di allora. Un lavoro che non ha solo investito il tempo e lo spazio, ma anche il linguaggio: “Il napoletano del 77 è completamente diverso da quello contemporaneo e abbiamo fatto un lavoro molto preciso che ha contaminato la scrittura” ha spiegato D’Amore, per poi proseguire raccontando “abbiamo cercato di fare un lavoro di pulizia: a seconda della provenienza si parla un dialetto diverso, e i personaggi vengono tutti da posti diversi. Siamo riusciti a riportare a galla un napoletano che oggi non si sente più, soprattutto nei più giovani”. Un lavoro quasi etnografico, segno di una cura nella (ri)costruzione del mondo di Gomorra di rilievo tutt’altro che secondario.
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Gomorra – Le Origini, cast e regia
I primi quattro episodi di Gomorra – Le Origini sono diretti da Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore, mentre gli ultimi due portano la firma di Francesco Ghiaccio. La serie è creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano ed è distribuita a livello internazionale da Beta Film. Protagonista è Luca Lubrano, che interpreta il giovane Pietro, ragazzo di strada di Secondigliano, ambizioso e inquieto, deciso a costruirsi un futuro migliore insieme ai suoi amici. Nel cast troviamo Francesco Pellegrino nel ruolo di Angelo ‘A Sirena, Flavio Furno nei panni di ‘O Paisano, detenuto che sogna una nuova camorra, e Tullia Venezia come una giovane Imma, divisa tra studio, musica e il desiderio di partire per l’America. Accanto a loro, Renato Russo è Michele Villa ‘O Santo, erede di una potente dinastia criminale, con Ciro Capano nel ruolo del padre Don Antonio. Completano il cast Biagio Forestieri (Corrado Arena), Fabiola Balestriere (Annalisa Magliocca, futura Scianel), Veronica D’Elia (Anna) e un gruppo di giovani interpreti che danno volto agli amici di Pietro e di Angelo ‘A Sirena.










